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“Un chicco di grano che scompare, ma poi germoglierà”

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Matteo Podda

Matteo Podda

I funerali di Matteo Podda

I funerali di Matteo Podda

I funerali di Matteo Podda

La mamma di Matteo Podda

I funerali di Matteo Podda

I funerali di Matteo Podda

I funerali di Matteo Podda
I funerali di Matteo Podda

(f.b.) – “Un chicco di grano che scompare, ma poi germoglierà” (fotocronaca).

Così ha voluto definire don Rinaldo il giovanissimo Matteo Podda, morto a 20 anni in un maledetto frontale venerdì pomeriggio sull’Aurelia bis, durante la cerimonia funebre che si è celebrata questa mattina nella cattedrale di Tarquinia.

“Il commento più adeguato a una tragedia di questo tipo – ha detto il parroco durante l’omelia – è il silenzio. Per questo non voglio parlare molto, ma vorrei soltanto ricordare la spiegazione che Gesù diede della sua stessa morte. Matteo è come quando un chicco di grano scompare nella terra, diceva l’insegnamento di Cristo, a tempo debito germoglierà in una spiga che di chicchi ne contiene tanti”.

A partecipare ai funerali di Matteo c’era un folla immensa. La mamma, in lacrime e straziata dal dolore, e un fiume di giovani: amici, amiche e i suoi compagni della scuola di boxe, sport che il 20enne praticava con ottimi risultati.

Matteo, amatissimo da tutti suoi conoscenti di Tarquinia, dove si era stabilito da molti anni, era però originario di Cagliari. E oggi, nel giorno dell’addio alla sua giovane vita, i suoi cari hanno voluto coprire il feretro con una maglietta della squadra della sua città d’origine e con la tipica bandiera dei quattro mori. Infine, vicino alla bara, anche dei palloncini rossi e blu, i colori del Cagliari, e tanti, tantissimi fiori colorati.

La chiesa non è riuscita a contenere tutte le persone che volevano esserci. Un mare di gente è rimasto fuori, sulla piazza, mentre dentro la cattedrale, all’inizio della messa, risuonavano le note di una delle canzoni più celebri di Vasco Rossi: “Siamo solo noi” e il feretro è stato accolto sia all’ingresso che all’uscita da un applauso scrosciante.

Al termine della cerimonia si è alzato un grido: “Grazie Matteo” e poi un lungo corteo di ragazzi giovanissimi ha preceduto la bara con corone e mazzi di fiori colorati. Subito dietro il feretro, portato a spalla dai suoi amici più cari. Accanto, la mamma in lacrime, travolta da un dolore troppo grande.

Alla cerimonia non è potuto intervenire il vescovo che ha però voluto portare lo stesso il suo saluto tramite don Rinaldo. Tra la folla anche l’ex consigliere regionale Francesco Battistoni.


Nei commenti puoi lasciare un ultimo saluto a Matteo.

 


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