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Vinitaly, Marini ascoltato per cinque ore dal pm

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Giulio Marini esce dalla Procura

Giulio Marini esce dalla Procura

Giulio Marini esce dalla Procura con l'avvocato Alessandro Diddi

L’ex sindaco con il suo avvocato Alessandro Diddi

Giulio Marini esce dalla Procura con l'avvocato Alessandro Diddi
Giulio Marini esce dalla Procura con l'avvocato Alessandro Diddi
Giulio Marini esce dalla Procura con l'avvocato Alessandro Diddi

(s.m.) – Nuovo interrogatorio per Giulio Marini.

L’ex sindaco di Viterbo si è presentato stamattina alla Procura di via Falcone e Borsellino.

Disteso e sereno, come la volta scorsa, Marini ha fatto il suo ingresso intorno alle 9,30 al palazzo di giustizia, per poi uscirne alle 14,20. 

E’ stato lui a chiedere di essere ascoltato dal pm Massimiliano Siddi nell’ambito dell’inchiesta Vinitaly – macchina del fango. Un fascicolo che, in un anno e mezzo di indagini, ha raggiunto quota 11 indagati, tra cui l’ex assessore regionale all’Agricoltura Angela Birindelli e il giornalista Paolo Gianlorenzo.

E’ la tranche dedicata al salone del vino di Verona a chiamare in causa l’ex primo cittadino per tentata concussione e abuso d’ufficio. Gli inquirenti sospettano che Marini abbia fatto pressioni per favorire l’imprenditore Giuseppe Fiaschetti nell’affidamento del servizio di comunicazione e allestimento dello stand del Lazio per le edizioni 2011 e 2012.

Ipotesi accusatorie che sono state l’oggetto dell’interrogatorio di stamattina. “Abbiamo frantumato il capo di imputazione analizzando le singole contestazioni  – afferma l’avvocato Alessandro Diddi, all’uscita dalla Procura -. Qualunque comportamento riconducibile al sindaco, anche e soprattutto le intercettazioni, va interpretato secondo una chiave di lettura. Dal nostro punto di vista, le conversazioni telefoniche collimano con la linea difensiva. Dell’impostazione della Procura sul versante Vinitaly, non condividiamo la convinzione che dovesse essere fatta una gara per selezionare un imprenditore. Riconosciamo comunque al pm di aver operato in assoluta buona fede e di non aver fatto teoremi solo per il gusto di incriminare un ex sindaco. L’indagine è fatta con grande onestà intellettuale”. 

Al momento, Marini è l’unico che ha chiesto di essere interrogato. Una differenza con gli altri indagati che Diddi sottolinea. “Ci stiamo difendendo perché abbiamo argomenti per poterlo fare – sottolinea il legale -. Non ci siamo sottratti a nessun confronto. Ora il pm dovrà decidere se ha materiale sufficiente per sostenere l’accusa in giudizio. Se lo avremo convinto, bene. Altrimenti continueremo a difenderci in altre sedi”.


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