Viterbo – In consiglio comunale il ricordo commosso di Antonio Fracassini, consigliere ed assessore, scomparso domenica scorsa all’età di 70 anni.
“Non è con poca commozione che oggi qui in questa sala – dice Luigi Maria Buzzi di Fratelli d’Italia, partito cui Fracassini aveva aderito – mi trovo a ricordare una figura che per molti anni ha occupato sia come consigliere, che come assessore gli scranni di questo consiglio.
Una persona che con impegno ha saputo caratterizzare la sua vita politica, accesi scontri con la opposizione poco dopo smorzati da battute scherzose, segno di una intelligenza che portava a considerare non un nemico, ma un avversario politico chi sedeva dalla parte opposta alla sua.
Tutto finiva già sulle scale del palazzo mentre si usciva dal consiglio.
Con queste poche parole chiedo di osservare un minuto di silenzio in ricordo del caro amico Antonio Fracassini”.
Uno a uno i suoi colleghi di maggioranza e opposizione lo ricordano, gli tributano l’ultimo saluto dagli scranni che per tanti anni Fracassini ha frequentato con spirito di servizio e amore per la città. E il minuto di silenzio va anche per un altro politico scomparso, Valente Paolocci.
A persone come Fracassini, Paolocci e altri che hanno fatto la storia della città, Gianmaria Santucci propone d’intitolare alcune delle sale dei gruppi consigliati.
“Fracassini era un amministratore che amava la città e lo stare insieme – dice il sindaco Michelini – sapeva distinguere il ruolo politico da quello di amicizia.
Lui era una persona che non portava rancore o astio. Purtroppo questa politica sono due difetti che ha. Dobbiamo anche imparare da Antonio che le battaglie non si fanno mai contro, ma a favore d’idee o iniziative. Questo è l’insegnamento del rapporto che ho avuto in oltre venti anni con lui”.
Su Paolocci: “E’ stato molto interessato ai problemi delle frazioni. Fracassini veniva dal Msi e l’altro dal Partito repubblicano, che oggi non ci sono più. Questa vecchia politica ha dato un insegnamento: anche Paolocci non aveva rancore. Uscito da qui, continuava la vita normale”.
