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Anche l’istituto “F. Orioli” dice no al femminicidio

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La mostra contro il femminicidio nella ex chiesa di Sant'Egidio

La mostra contro il femminicidio nella ex chiesa di Sant’Egidio

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Un weekend fra pittura, fotografia, poesia,musica e danza: anche l’istituto “Francesco Orioli” dice no alla violenza sulle donne e al femminicidio.

Sembra ormai una rubrica settimanale: l’istituto ” Francesco Orioli”, infatti, si fa leggere sempre più spesso sui quotidiani e racconta ogni volta di un progetto,di un evento, di una manifestazione diversa.

È il modo aperto di fare scuola, è il modo di far incontrare e integrare a scuola l’ inclusività, il disagio, la disabilità, l’intercultura facendo informazione-formazione agli studenti in maniera flessibile, dinamica e attuale, passando dai libri al mondo reale.

“La riflessione sull’attualità, poi, è il punto forte su cui si gioca l’originalità della nostra didattica, cucita ad hoc su ogni studente, afferma il dirigente scolastico, professor Luigi Valente, – che , orgoglioso del suo affiatato team di docenti, è sempre accanto a loro a presenziare e a partecipare attivamente a tutte le attività.

E a tal proposito ci piace divulgare la notizia sull’evento che ha coinvolto l’istituto, in occasione della giornata sul femminicidio, conclusasi lunedì sera, grazie all’attivismo dei docenti di tutti gli indirizzi dell’istituto

All’interno dello spazio antico e soffusamente illuminato della ex-chiesa di Sant Egidio, in Corso Italia, ha preso vita per due giorni una mostra in rosso.

Sono stati esposti i lavori degli studenti, ckme bozzetti, pitture, montaggi fotografici, poesie, pannelli, sculture, modelli di abiti: tutto abilmente posizionato lungo un percorso segnato da un grande fiocco rosso e scarpe rosse, a testimoniare la strada del rifiuto a ogni violenza sulla donna.

All’ingresso della mostra un video, realizzato dagli studenti, è stato proiettato ininterrottamente per due giorni e ognuno che si è soffermato a guardarlo ne ha tratto profondi sentimenti di dolore e di rifiuto per la violenza e per il femminicidio.

I visitatori hanno lasciato in un registro posizionato all’uscita le proprie riflessioni a riguardo: ne scaturirà una raccolta di pensieri da rilegare con le foto della mostra, a cura dell’istituto.

Un angolo dell’esposizione è stato allestito dalla “Onlus per la sicurezza delle donne” della sezione di Viterbo, grazie alla collaborazione della dottoressa Giovanna Dominioni e alle sue collaboratrici, presenti per tutta la durata dell’evento come punto informativo e di ascolto.

La chiusura della mostra è stata particolarmente originale e toccante e animata da una lettura di poesie, tra cui un monologo scritto e magistralmente interpretato dalla prof.ssa Ester Noia e un componimento poetico dell’alunna del Vgb Federica Montefusco.

L’emozionante chiusura è stata affidata alla scuola di flamenco, Dancerostudio, si è esibita con una coreografia originale ideata da Cinzia Ana Cortejosa. I ballerini al ritmo scanduto dai loro bastoni, battuti violentemente a terra a simboleggiare un punto definitivo a ogni violenza contro le donne, hanno incrociato passi di danza vigorosi e rimbombanti che rompevano l’intenso silenzio del pubblico.

È inutile dirlo, a breve, a brevissimo anzi, i riflettori si riaccenderanno su altri eventi che caratterizzano la forte presenza culturale, artistica e sociale del nostro Istituto….ed ecco i docenti e il dirigente di nuovo pronti a creare nuove sfide e nuove opportunità formative per i propri ragazzi.

Il prossimo appuntamento venerdì 29 novembre alle 10,30 presso l’Aula Magna del Rettorato di Santa Maria in Gradi: l’Istituto “Francesco Orioli” di Viterbo incontra e ascolta Antonio Ingroia.

Oltre i banchi, conclude il preside, tutti i nostri studenti diventano sempre più competenti e pronti ad accettare le sfide che il nuovo millennio e una società, sempre più esigente e difficile, pone tra loro e i traguardi della vita.

Maria Cristina Baleani

 


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