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Viterbo – Appaltopoli, raffica di eccezioni contro il giudizio immediato.
Ancora un rinvio per il processo che vede imputate otto persone tra imprenditori, funzionari del Genio civile e amministratori.
Per tutti, l’accusa è di aver dato vita a un sistema di spartizione degli appalti a Viterbo e provincia. Secondo i magistrati D’Arma e Tucci sarebbero ventisei le gare truccate, per un valore totale di 12 milioni di euro.
Il più esposto è il funzionario del Genio civile Roberto Lanzi: proprio la sua qualifica, e quella della collega Gabriela Annesi, ha dato il nome all’indagine “Genio e sregolatezza”, culminata nei blitz di ottobre e novembre 2012 con 13 arresti.
Secondo la forestale, Lanzi avrebbe agito come una specie di manager, per gli imprenditori imputati Fabrizio Giraldo, Angelo Anselmi, Giuliano Bilancini e Luca Amedeo Girotti ai quali avrebbe chiesto e ottenuto tangenti. In altri casi, le mazzette sarebbero andate agli amministratori imputati: il sindaco di Graffignano Adriano Santori e l’assessore Luciano Cardoni.
L’udienza di ieri pomeriggio di fronte al collegio dei giudici presieduto da Eugenio Turco, Silvia Bartollini e Cesare Trapuzzano a latere, è iniziata con un’eccezione avanzata dall’avvocato Carmelo Ratano, difensore di Lanzi, sulla presunta illegittimità del provvedimento del presidente del tribunale sulla composizione del collegio.
Eccezione respinta dai giudici dopo pochi minuti di camera di consiglio, ma subito seguita da una serie di altre questioni sollevate da tutti i legali degli imputati.
Per motivi diversi e esaminati caso per caso gli avvocati hanno chiesto al collegio di dichiarare nullo il decreto di citazione a giudizio immediato, ritenendo più opportuno che il processo parta dall’udienza preliminare e continui con il rito ordinario.
Le varie posizioni dei legali difensori sono state respinte dai pubblici ministeri e dagli avvocati di parte civile, che hanno ribadito la giustezza del rito e le ragioni che lo hanno motivato.
Dopo quasi quattro ore il collegio si è riservato sulla decisione e ha rinviato l’udienza al 30 gennaio 2014.


