Viterbo – Giacomo Barelli contro la “deriva comunista” di Filippo Rossi (Viva Viterbo).
Il presidente del consiglio domenica scorsa ha partecipato alla Leopoldina viterbese, dichiarando di voler votare per Matteo Renzi alla prossime primarie, creando evidentemente scompiglio dentro Viva Viterbo, movimento politico da lui stesso fondato.
Stupore, anche da chi gli è vicino. Politicamente e personalmente. Primo fra tutti, Giacomo Barelli.
L’assessore alla Cultura del comune si è sentito in dovere di precisare dalla propria bacheca Facebook che certe scelte sono assolutamente di natura personale: “Io – scrive Barelli – non voterò alle primarie del Pd e Viva Viterbo non voterà alle primarie del Pd, altre scelte sono a titolo personale”.
Quindi l’assessore non solo precisa per sé stesso quello che farà, anzi che non farà, ma gli tocca l’incombenza pure di specificare e dettare la linea del movimento Viva Viterbo, mentre chi l’ha fondato fa scelte diverse. Curioso.
E’ il mondo che gira al contrario. Filippo Rossi, da sempre collocato a destra, vota alle primarie del Partito democratico, Giacomo Barelli, che dal Pd invece proviene, si deve smarcare dal suo “leader” e specificare che non prenderà parte all’elezione del nuovo segretario nazionale democratico.
Oltre a non esserci più le mezze stagioni non ci sono più nemmeno i politici di una volta. Per fortuna il mondo sembra comunque andare avanti, senza curarsi troppo di fondamentali informazioni come quella delle volontà rossiane e barelliane. Dopo quattro ore dalla pubblicazione del post, solo un commento. C’è bisogno di qualche commento?
Giuseppe Ferlicca

