Civita Castellana – Fuori piove. Troppo facile per un cittadino presente nella sala del consiglio a Civita Castellana, prendere spunto da un famoso detto che associa le condizioni meteo avverse e il governo. In questo caso gli amministratori (fotocronaca).
Vittorio Di Battista, vulcanico e imprevedibile personaggio politico padre del deputato Alessandro (M5s), dopo avere interrotto più volte la seduta, viene accompagnato fuori dalla polizia locale.
Il momento più concitato di una giornata delicata per l’amministrazione comunale e il sindaco Gianluca Angelelli.
Primo consiglio dopo la bufera sulla presunta parentopoli per assunzioni di parenti o persone riconducibili a consiglieri, in un ingrosso di casalinghi.
“Strano – sottolinea Angelelli – che tutti coloro i quali abbiano fatto richiesta siano stati presi. Hanno beneficiato probabilmente di un privilegio, essere amministratori.
Ma che ci sia stato a monte uno scambio, non è possibile, ne sono assolutamente certo”.
In sala diversi cittadini, di sicuro non per assistere all’approvazione della variazione di bilancio. L’atmosfera è surreale, non c’è un dibattito sull’argomento del giorno, da giorni, solo qualche intervento. Quindi il bilancio.
Ma è di sicuro la seduta più difficile per Franco Papandrea, consigliere Pd.
Rassegna le sue dimissioni e non riesce a trattenere le lacrime nell’annunciarlo. Il suo è un addio non solo al consiglio, ma anche alla politica. “Ho commesso un errore – dice Papandrea – un peccato d’ingenuità, ho sbagliato e ora è giusto metterci la faccia.
Sono qui perché ci sono punti importanti da approvare, è mio dovere, anche se con tutte queste persone, provo un po’ di vergogna.
Chiedo scusa a tutti i cittadini, ai consiglieri, ai miei amici e anche alla mia famiglia. Stasera voto, quindi lascio il consiglio comunale e annuncio pure la mia uscita dal Pd. Sento di non avere più nulla da dare.
Pensavo d’avere fatto tanto, sono scivolato su una buccia di banana ed è giusto che mi ritiri”.
A microfono annuncia le sue dimissioni da consigliera anche Miriam Filippetti.
Maurizio Romani (Rifondazione Comunista), Daniela Piunti (Sel) e Andrea Belloni (Progetto Civita) prendono atto delle dimissioni, ma chiedono alla maggioranza di uscire dall’equivoco: “Difendere le istituzioni – dicono i tre in un intervento comune – venendo fuori dall’equivoco”.
Quindi le dimissioni dei due esponenti Pd non bastano. Chiedono che facciano un passo indietro anche altre persone coinvolte. E’ la richiesta di Sel per rimanere nella maggioranza, mentre Rifondazione Comunista ha già lasciato.
Da domani è tempo di cominciare a raccogliere i cocci.
Il sindaco Angelelli si limita a ringraziare Papandrea e Filippetti per il lavoro svolto: “Hanno fatto tanto in questi quattro anni – ricorda il primo cittadino – Franco e Miriam in questo periodo sono stati due assessori in più”.
E a chi dalla sala lo sollecita a dire qualcosa in più: “Mi pare che tutto abbiamo fatto – sostiene Angelelli – tranne che mettere la testa sotto sabbia”.
Angelo Pescitelli (Pd), intervenendo sottolinea come le loro dimissioni dimostrino la loro buonafede: “Prendiamo atto dell’ingenuità politica – precisa Pescitelli – dell’inopportunità politica, ma in assoluta buonafede.
Non possiamo poi non prendere atto anche del gesto compiuto dai due consiglieri, in un momento in cui tutti sono attaccati alle loro poltrone”.
La vicenda è bypartisan, colpisce anche l’opposizione. “A nessuno – dice il consigliere Edoardo Carrisi (Pdl) – è vietato di fare domanda di lavoro.
Nessuno, essendo consigliere, mi vieta di farlo. Semmai posso contestare il modo come ci si è arrivati.
Io non mi dimetto, se mio cugino ha fatto domanda e manco si trova più il curriculum, io dico che devo rispondere solo ai miei elettori”.
Per Luciano Soldateschi (Pdl) è fango. E’ stato lui a consegnare alcuni curricula: “Ho commesso solo forse una leggerezza – dice Soldateschi – mi è stato chiesto se potevo portare alcuni curricula l’ho fatto, senza nulla di più. Non c’è altro, se ne sono dette di tutti i colori, ma ora mi sono stancato”.
Intanto fuori continua a piovere, la gente discute al coperto nei bar. Sotto il comune il Movimento 5 stelle distribuisce cartoline per chiedere all’amministrazione d’andarsene.
Chiuso il consiglio, si apre il dibattito sulla presunta parentopoli. Ancora più surreale della seduta. Dovrebbero parlare i cittadini, ne sono rimasti tre, ne rimarrà uno soltanto nel giro di pochi minuti.
Per oggi è andata, ma le previsioni non promettono nulla di buono. Il sindaco Gianluca Angelelli probabilmente lo sa. Continuerà a piovere ancora per molto.
Giuseppe Ferlicca










