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Bullismo, spengono sigarette sul corpo di un compagno disabile

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Le bruciature di sigaretta

Le bruciature di sigaretta

Roma– Bruciature di sigaretta sulle braccia, sul mento, sulla testa. Da quattro anni subisce questa tortura dai compagni di scuola.

E’ questa la storia che una mamma disperata ha raccontato. La storia del figlio 19enne affetto da un ritardo cognitivo, che viene tormentato a scuola da 4 anni.

La madre, Matilde, stanca del bullismo e dell’indifferenza, vuole far sentire la sua voce.

Tutto ha inizio nel 2009 quando il figlio inizia a frequentare una scuola nella periferia di Roma. Durante la ricreazione, momento in cui alcuni ragazzi fumano, incomincia la tortura.

Il ragazzo sarebbe finito al pronto soccorso per ben undici volte e per undici volte il verdetto è lo stesso. Si tratta di bruciature di sigaretta.

“Mamma non l’hanno fatto apposta – avrebbe detto il 19enne cercando di proteggerli – mi bruciano, ma è un gioco”.

Solo nel 2012 Matilde riesce a trovare il coraggio per denunciare il tutto e accusa due compagni di scuola del figlio, ma negano. Viene aperta un’indagine in procura ma l’inchiesta finisce in via di archiviazione perché, avrebbe affermato il giudice, “il ragazzo non è in grado di rendere testimonianza”.

“Perché – si chiede la madre – non gli affiancano qualcuno che lo aiuti a testimoniare? Un figlio disabile, non è un figlio di nessuno. Io l’ho portato in grembo per nove mesi e sono 20 anni che lo cresco, orgogliosa di lui. Eppure, a volte, mi sento davvero sola”.

Dalla scuola negano tutto.

“Nel nostro istituto – afferma la preside – sono state eseguite indagini approfondite, ma non è emerso nulla. Il ragazzo è seguito anche da insegnanti di sostegno. Noi sappiamo quello che accade qui dentro, non possiamo sapere ciò che succede fuori”.


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