Viterbo – Un manifesto virtuale per raccontare al ministro Cancellieri la storia di Luciano, detenuto 26enne condannato a morire in cella.
L’idea è di Riccardo Fortuna. L’artista viterbese, già consigliere provinciale, suona la sveglia al guardasigilli, nella bufera dopo il caso Ligresti. E lo fa da Facebook, con una vignetta che, da ieri pomeriggio, circola sul social network.
C’è disegnato Luciano, il giovane detenuto viterbese che ha scritto a Radio Carcere. Sguardo perso dietro le sbarre, fissa il nulla oltre quella finestra troppo stretta. Ha 26 anni. Deve scontarne trenta per omicidio, ma il tumore maligno in circolo in tutto il suo corpo lo ucciderà prima.
A Radio Carcere trasmissione di Radio Radicale, Luciano scrive che non sono bastate le relazioni della direzione sanitaria di Mammagialla a fargli ottenere gli arresti domiciliari. Per due volte i medici del penitenziario viterbese hanno accertato l’incompatibilità delle sua condizioni con il regime carcerario. E per due volte il magistrato di sorveglianza ha rigettato la richiesta del ragazzo di potersi curare a casa.
Dopo la segnalazione di Tusciaweb, l’iniziativa di Fortuna di protesta e solidarietà su Facebook.
“Cancellieri lo scusi se non si chiama Ligresti – scrive Fortuna nella sua locandina virtuale -. Si chiama Luciano. Ha 26 anni e sta morendo in carcere a Viterbo per un tumore con metastasi”.
L’invito sottostante è a chiedere alla ministra cosa ne pensa, prendendo d’assalto il centralino del ministero (06-68851) o subissando di email l’indirizzo (callcenter@giustizia.it).
Luciano non sarà amico della Cancellieri e non farà di cognome Ligresti. Ma la dignità umana è una sola. E la giustizia – almeno così dicono – è uguale per tutti.
