Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – I vertici di Confartigianato imprese di Viterbo intervengono a sostegno del niet delle Associazioni dei Carrozzieri all’obbligo del risarcimento “in forma specifica”.
Sono due le ipotesi di provvedimenti riguardanti la riforma della disciplina Rc Auto all’esame del governo e del Parlamento: il primo riguardante il pacchetto di norme nel settore assicurativo, il secondo relativo a una risoluzione in discussione presso la Commissione Finanze della Camera. In entrambi i casi si mira a rendere obbligatorio il risarcimento in forma specifica.
“In altre parole – spiega Andrea De Simone, direttore provinciale di Confartigianato – l’obbligo è quello di far riparare il veicolo incidentato esclusivamente dalle officine di carrozzeria convenzionate con l’assicurazione. Così facendo, non solo si andrebbe a limitare fortemente la libertà dei cittadini, ma si metterebbe a rischio la sopravvivenza di numerose imprese di carrozzeria. Queste ipotesi certamente non sono accettabili”.
Fortemente preoccupate dagli effetti che un simile obbligo comporterebbe, le associazioni dei carrozzieri hanno affermato con forza il loro parere contrario, chiedendo che l’obbligo del risarcimento in forma specifica venga eliminato dalla risoluzione firmata dall’Onorevole Gutgeld.
“Se non venisse eliminato – incalza De Simone – quest’obbligo costringerebbe gli automobilisti a rinunciare al carrozziere di fiducia. Questo significherebbe non poter più essere risarciti in denaro per poi decidere autonomamente dove far riparare la propria auto, il che oltre ad essere evidentemente un nonsense è anche incostituzionale”.
A tal proposito, le associazioni dei Carrozzieri ricordano che la sentenza n. 180 della Corte Costituzionale del 19 giugno 2009 conferma che il sistema del risarcimento diretto è facoltativo e che non può e non deve essere considerato, né utilizzato, come se fosse obbligatorio. “Stando alla giurisprudenza in materia – continua il direttore di Confartigianato imprese di Viterbo – il risarcimento diretto è squisitamente facoltativo, quindi da considerare come alternativa rispetto al sistema tradizionale, cioè il risarcimento corrisposto dalla compagnia del responsabile”.
Inoltre, il decreto legge “CrescItalia” varato il 24 gennaio 2012 rafforza la posizione con l’eliminazione di una norma che avrebbe limitato la libertà dei cittadini e alterato la concorrenza nel mercato delle riparazioni di auto. Non bisogna dimenticare, infine, che già con l’approvazione della legge n.27 del 24 marzo 2012 si tentò di intervenire in favore del risarcimento specifico con un premio economico.
In quell’occasione venne proposta la decurtazione del risarcimento del danno del 30% in caso di mancato utilizzo delle carrozzerie convenzionate. A seguito di una massiccia mobilitazione della categoria dei carrozzieri, la proposta venne cancellata, mantenendo intatta la libertà di scelta degli automobilisti.
“Oltre alla comprovata incostituzionalità dell’obbligo – conclude Andrea De Simone – appare incomprensibile la volontà di andare a limitare un settore imprenditoriale che già soffre, come tutti gli altri del resto, gli effetti della recessione dell’ultimo quinquennio”.
Confartigianato Viterbo
