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Due giorni di blue economy per una “casa della sostenibilità”

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Il convegno sulla sostenibilità

Il convegno sulla sostenibilità

Il convegno sulla sostenibilità

Il convegno sulla sostenibilità
Enrico Panunzi

Enrico Panunzi

Alessandro Mazzoli

Alessandro Mazzoli

Raffaella Valeri

Raffaella Valeri

San Martino al Cimino – Riceviamo e pubblichiamo – “Be Sustainable”, due giorni di Blue Economy. Storie, progetti e dibattiti per un futuro sostenibile che hanno caratterizzato il fine settimana a San Martino al Cimino nella splendida cornice di Villa Doria Pamphilj. Un’iniziativa ideata dal gruppo regionale Per il Lazio e la Fondazione internazionale Be Sustainable.

Una ‘Casa della sostenibilità’ e al tempo stesso un’occasione fondamentale anche per riaprire uno dei gioielli del patrimonio storico regionale: Villa Doria Pamphilj, un Palazzo di proprietà della Regione Lazio chiuso da diverso tempo. Edificio voluto dalla principessa Olimpia Maidalchini intorno alla metà del XVII secolo.

A San Martino, antico centro medievale che, sempre nel XVII secolo, subì una trasformazione radicale del tessuto urbano, strutturato con case addossate le une alle altre e schierate in funzione della grande Abbazia cistercense e del Palazzo.

Al centro del dibattito “Una regione creativa e sostenibile: progetti ed esperienze per una Blue Economy del territorio”, una sessione svoltasi sabato pomeriggio con gli interventi del consigliere regionale Riccardo Valentini, capogruppo di Per il Lazio e Premio Nobel per la Pace nel 2007, Phil Rusby, fondatore e scienziato BE Sustainable Global Network – Singapore, Isabella Guerrini di Be Sustainable, del deputato Alessandro Mazzoli, del Presidente della Commissione regionale ambiente, Enrico Panunzi, e dell’assessore all’agricoltura e all’istruzione del Comune di Viterbo, Raffaella Valeri. Assieme a loro anche le consigliere regionali del Gruppo Per il Lazio, Rosa Giancola, Teresa Petrangolini, Marta Bonafoni, Daniela Bianchi e Cristina Avenali. Un appuntamento che ha visto la presentazione di nuovi progetti e storie di sostenibilità ambientale e sociale del Lazio.

Tra i progetti presentati, cinque hanno riguardato la provincia di Viterbo: “Agricoltura e Blue Economy” dell’azienda agricola biologica Trebotti, gli “Orti didattici” dell’Istituto superiore Francesco Orioli di Viterbo, “Tra Cultura e Sviluppo” dell’Aucs, l’azienda agricola “Il Giardino di Filippo”, il “Bio-distretto della Via Amerina e delle Forre” e “Rifiuti, residui e scarti: da problema a risorsa” del Dipartimento per la Innovazione nei sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali dell’Università degli Studi della Tuscia. Il sabato mattina e la domenica sono stati caratterizzati anche da Workshop di formazione interattiva.

“Blu Economy – spiega Riccardo Valentini, capogruppo di Per il Lazio e tra i promotori dell’iniziativa – significa guardare all’innovazione e la tecnologia come strumenti per il raggiungimento di obiettivi sistemici di sostenibilità. Si tratta di andare oltre al concetto Green che, pur importante, spesso si limita al solo approccio tecnologico, in forma lineare.

Blue Economy significa creare un pensiero sistemico, di tipo circolare, dove si ottimizzano i flussi energetici e di materia nei processi produttivi, riducendo sprechi e recuperando energia e materiali, investendo sull’efficienza e sulle reti intelligenti. In campo sociale essere Blue significa non lasciare indietro le persone, recuperare capacità e professionalità, dare un ruolo e partecipazione in modo flessibile ed inclusivo. Blue Economy – prosegue Valentini – significa innovare e creare business in modo intelligente, imitando la Natura e il concetto di Ecosistema che è la macchina economica più produttiva e stabile che abbiamo al mondo”.

Sono quattro le specifiche direttrici di sostenibilità a cui punta la Blue Economy: economica, sociale, ambientale e culturale. In campo sociale essere Blue significa non lasciare indietro le persone, recuperare capacità e professionalità, dare un ruolo e partecipazione in modo flessibile ed inclusivo. Sul fronte culturale Blue vuol dire recuperare tradizioni e saperi e metterle al servizio dello sviluppo economico e sociale della collettività.

“La Blue Economy – sottolinea Valentini – punta all’innovazione come mezzo, e non solo come il fine, per raggiungere l’obiettivo di una crescita ecosostenibile: il ‘blue thinking’ abbraccia la sostenibilità e la responsabilità ambientale, sociale e culturale per adeguarsi ai cambiamenti, climatici ed economici. Questo tipo di economia innova gli strumenti di crescita già posti in campo dalla Green, soprattutto la sensibilizzazione verso metodi di produzione sostenibile, in direzione di un sistema di responsabilità e di concreta partecipazione di tutti i suoi attori”.

Tutti i materiali della due giorni dedicati alla Blue Economy saranno disponibili sulla pagina facebook dell’iniziativa: “European Be Sustainable Teamwork San Martino al Cimino Viterbo”.

Gruppo consiliare Per il Lazio


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