Mendoza – “Voleva aiutare quella donna”.
Domingo Lopresti difende il figlio Marcelo, il parroco 37enne di Montalto aggredito in Argentina, mentre la stampa latinoamericana è sarcastica (fotocronaca).
Al momento della tentata rapina di giovedì sera, il sacerdote era in macchina con una prostituta.
Da undici anni Marcelo Lopresti esercita in Italia la sua attività di missionario. Fa parte dell’Istituto del Verbo incarnato, gruppo religioso ultraconservatore fondato in Argentina negli anni Ottanta. Conoscenti e membri della congregazione si rifiutano di credere a un presunto incontro del sacerdote con la prostituta.
Per il padre, non c’è dubbio che l’abbia fatta salire in macchina solo per un passaggio. “E’ stata un’emergenza” dichiara Domingo Lopresti alla stampa argentina che, da giorni, segue lo strano caso dell’aggressione al parroco di Montalto di Castro.
La tentata rapina, giovedì sera, nella città di Mendoza. Verso l’1,30 di notte, la macchina del sacerdote, ferma a un semaforo, è stata affiancata da due malviventi ancora ignoti. Lui avrebbe cercato di accelerare, ma i rapinatori hanno sparato. Il colpo lo ha raggiunto all’addome. Illesa la prostituta che era con lui, anche se il motivo della sua presenza in macchina, al momento, non sembra chiaro.
La versione più accreditata, tra i maggiori quotidiani argentini, è che la donna abbia chiesto un passaggio al sacerdote perché colta da malore. Ma non sono mancate cronache infarcite di commenti più salaci e piccanti, come l’articolo della testata “Cronica”, dove Lopresti è definito “el religioso pecador”.
La notizia, in ogni caso, ha fatto il giro degli organi di informazione argentini, che l’hanno raccontata anche calcando sugli aspetti più scenografici. “Sembra un film, ma è la realtà”, scrive il quotidiano Mendoza online, che titola sull'”Incredibile storia del sacerdote e della prostituta”. Gli altri mantengono un profilo decisamente più basso, limitandosi a descrivere l’episodio con dovizia di particolari.
Un’ipotesi da considerare, secondo la stampa argentina, è che la prostituta fosse complice dei due rapinatori. La donna, al momento, è in arresto per detenzione di droga. Il parroco, intanto, è ricoverato all’Ospedale Centrale. I medici lo hanno operato per estrarre il proiettile. E’ fuori pericolo, in condizioni stazionarie.
