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Feto nel cassonetto, libera la ragazza madre

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Il cassonetto di via Solieri dove è stato ritrovato il feto

Il cassonetto di via Solieri dove è stato ritrovato il feto

Maria Antonietta Russo

L’avvocato della ragazza e dell’infermiere, Maria Antonietta Russo

Il pm Franco Pacifici

Il pm Franco Pacifici

Viterbo – E’ tornata in libertà la giovane madre accusata di aver gettato il suo feto in un cassonetto.

La 24enne romena ha lasciato tre settimane fa il carcere di Rebibbia, dov’era rinchiusa dal 6 maggio scorso. E’ uscita per decorrenza dei termini di custodia cautelare, su istanza del suo avvocato Maria Antonietta Russo, che non ha sue notizie dal giorno della scarcerazione.

“Le avevo dato appuntamento nel mio studio, ma non si è presentata”, afferma il legale. Un’ipotesi plausibile è che la ragazza possa aver fatto ritorno in Romania, dove ha lasciato il suo primogenito.

L’accusa è di aver occultato il cadavere della bimba che, per sette mesi, ha portato in grembo, nascondendolo in un cassonetto in via Solieri, a Viterbo.

Il parto, secondo le indagini del pm Franco Pacifici, sarebbe stato indotto da un farmaco a base di ossitocina che ha provocato le contrazioni. A procurarglielo, per l’accusa, è stato un infermiere dell’ospedale Belcolle, indagato anche lui a piede libero per occultamento di cadavere.

Ma per la procura c’è molto di più dietro quello che, secondo il gip Francesco Rigato, è stato solo un tentativo di disfarsi della bimba. Il pm Franco Pacifici aveva chiesto l’arresto per omicidio sia per la ragazza madre che per l’infermiere. La prova regina sarebbe il risultato dell’autopsia sul corpicino della piccola: per il medico legale Mauro Bacci la bambina è nata viva e ha respirato. Una tesi che il pm Franco Pacifici ha difeso fino al supremo organo di giudizio della Cassazione, che ha accolto il ricorso della procura e mandato gli atti al Riesame per decidere sull’accusa.

Spetterà ai giudici del tribunale della libertà la decisione ultima sull’ipotesi di reato. I due indagati, intanto, restano a piede libero. Con un concreto pericolo di fuga soprattutto per la ragazza. 


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