Viterbo – “A Fioroni piacerebbe stare con noi, ma non lo vogliamo”, il parlamentare Angelo Rughetti non ha resistito a una battuta salace, ieri sera alla riunione dei benzinai in provincia.
Nel Pd la fase di congressi locali si è chiusa, non senza difficoltà e con diversi problemi, adesso ci sono le primarie dell’8 dicembre.
Si sceglie il segretario nazionale e Francesco Serra ha un obiettivo: “Convincere anche chi ha votato per Egidi – spiega Serra – ad andare alle urne e scegliere Matteo Renzi. La fase locale la archiviamo, con tutte le sue problematiche, non ultima quella della partecipazione e delle tessere, ora guardiamo oltre”.
Alla sala conferenze della Provincia, i renziani viterbesi si organizzano, in vista della mini Leopolda della Tuscia, in programma il 23 e 24 novembre.
Con Angelo Rughetti, parlamentare Pd, le tappe per arrivare all’appuntamento democratico. “Si è parlato di tessere negli ultimi giorni – spiega Rughetti – mentre dovremmo interrogarci sul perché abbiamo perso negli anni tanta partecipazione. Dobbiamo fare in modo di coinvolgere i sostenitori, non solo per chiamarli quando si vota e valorizzare i nostri amministratori.
Invece, quando ce n’è uno particolarmente in gamba, tendiamo a metterlo da parte. Chiamparino è un esempio. Dopo essere stato sindaco di Torino con grandi capacità, è stato messo in secondo piano”. Renzi rottama la rottamazione?
Non è mancata un stoccata del parlamentare a Fioroni: “Vorrebbe stare con noi, con Renzi, ma non lo vogliamo e allora appoggia Cuperlo… E’ come la volpe con l’uva”.
In sala i renziani viterbesi, da Sandro Mancinelli a Mario Quintarelli, Lucia Catanesi, Martina Minchella, Fabio Scalzini, Alessio Trani, Emanuele Trevi, Francesco Chiucchiurlotto. Prima che l’incontro inizi, si vede anche Alessandro Mazzoli. Diversamente renziano, infatti, diversamente da quanto si poteva immaginare, prima dell’avvio, se ne va.
Prima di Francesco Serra, un video con musiche di Vasco Rossi, ripercorre l’ultimo anno del Pd, con le primarie e in particolare la visita di Renzi a Viterbo, quindi la Leopolda, da cui prende spunto l’incontro programmato.
La due giorni viterbese ricalcherà quella fiorentina: “Il 23 pomeriggio e il 24 mattina – spiega Angelo Paolo Aleandri – lavoreremo a tavoli tematici, non saranno cento come per la Leopolda. Abbiamo pensato a dieci, in cui ciascun coordinatore poi farà un sunto e per ciascuno avremo un esperto nella materia di cui discuteremo”.











