- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Giallo di Gradoli, lunga attesa per la sentenza

Condividi la notizia:

Paolo Esposito

Paolo Esposito

Ala Ceoban

Ala Ceoban

Roma – Si è conclusa intorno alle 15 l’udienza in Cassazione per il giallo di Gradoli.

Dal primo pomeriggio è iniziata la lunga attesa per il verdetto della Suprema Corte, previsto in tarda notte.

La discussione è cominciata verso le 12,15. Prima, la parola al giudice relatore, che ha riepilogato le tappe salienti del caso. Dalla scomparsa di Tatiana ed Elena Ceoban, madre e figlia moldave di 36 e 13 anni, il 30 maggio 2009, agli arresti di Paolo Esposito e Ala Ceoban: lui convivente di Tatiana, lei sua sorella, che intrattenevano da anni una relazione clandestina.

Esposito è stato condannato all’ergastolo in primo grado e in appello, mentre Ala è passata dal carcere a vita per omicidio agli otto anni per favoreggiamento e occultamento di cadavere.

Il procuratore generale ha chiesto il rigetto del ricorso della difesa e l’annullamento della sentenza d’appello nella parte riguardante la nuova pena per Ala e la cancellazione dell’aggravante della premeditazione. Stesse richieste per avvocati di parte civile Claudia Polacchi (che rappresenta la figlia piccola di Esposito e Tatiana) e Luigi Sini (legale della madre di Tania e Ala). 

La difesa di Esposito, rappresentata dall’avvocato Enrico Valentini, ha ripercorso i motivi dell’atto di impugnazione: dalle tracce di sangue trovate nella villetta di via Cannicelle, presunta scena del delitto, all’ipotesi trascurata di un allontanamento volontario di madre e figlia da Gradoli.

L’unico a non fare ricorso è stato l’avvocato di Ala Pierfrancesco Bruno, che si è limitato a replicare agli argomenti della procura generale.

Il legale chiede l’annullamento della sentenza di secondo grado, partendo dal presupposto che è stato contestato un fatto nuovo: favoreggiamento e non più duplice omicidio. Gli atti, quindi, secondo il legale, dovrebbero nuovamente tornare alla procura di Viterbo per riformulare l’accusa.

L’avvocato ha sollevato anche una questione di legittimità costituzionale sulla sentenza Drassich della Corte Europea di Strasburgo, riguardante il diritto dell’indagato di essere informato fin dall’inizio di qual è il reato per cui si procede.

Tredici in tutto i casi oggi in discussione davanti alla Suprema Corte. Quasi tutti omicidi. Anche per questo è la sentenza è attesa non prima della mezzanotte.

 

 


Condividi la notizia: