Viterbo – (f.b.) – Muore in ospedale, rinviati a giudizio Fabio Angelucci e la dottoressa Sabrina Inciocchi.
Si è finalmente svolta ieri, dopo mesi di attese, l’udienza preliminare che vedeva sotto inchiesta per lesioni personali Fabio Angelucci e Alvaro Tomassetti, rispettivamente legale rappresentante del gruppo Ro.Ri. e direttore sanitario della clinica Santa Teresa, e per omicidio colposo i medici Pietro Rossi e Sabrina Inciocchi.
La vicenda risale al 13 aprile del 2009 e riguarda la morte di un uomo di 75 anni. Prima la corsa al Belcolle perché i familiari si erano accorti che perdeva sangue dalla bocca, poi il trasferimento alla clinica privata Santa Teresa, gestita dal gruppo Ro.Ri., dove l’anziano viene ricoverato.
Due giorni dopo l’uomo cade, gli si rompe un femore e torna a Belcolle dove, dopo altri dieci giorni di ricovero, muore il 24 aprile.
La causa del decesso risulta essere shock emorragico e, in seguito alle indagini della procura, vengono indagati Fabio Angelucci, Sabrina Inciocchi, Alvaro Tomassetti e Pietro Rossi.
Ieri, dopo tre rinvii, è stata celebrata l’udienza preliminare. Il pm Fabrizio Tucci ha chiesto il rinvio a giudizio del legale rappresentante del gruppo Ro.Ri., Fabio Angelucci, e del direttore sanitario Alvaro Tomassetti e il proscioglimento dei due medici Sabrina Inciocchi e Pietro Rossi.
Ma il giudice Francesco Rigato ha deciso diversamente: sono stati rinviati a giudizio Fabio Angelucci e la dottoressa Sabrina Inciocchi e prosciolti Alvaro Tomassetti e Pietro Rossi. Angelucci per lesioni, Inciocchi per omicidio colposo.
“Mi sembra una decisione abbastanza equilibrata – commenta l’avvocato Massimiliano Fioravanti, che assiste la moglie e i tre figli della vittima -. Per quanto riguarda la posizione di Angelucci, infatti, è chiaro che l’accusa si basi principalmente sul fatto che la caduta dell’anziano sia stata in parte causata dall’assenza degli strumenti necessari a una persona che ha evidenti problemi motori. Un’assenza non giustificabile per una struttura sanitaria come la clinica Santa Teresa”.
Qualche perplessità, semmai, ci sarebbe secondo il legale, per il fatto che soltanto un medico, la dottoressa Sabrina Inciocchi, sia stata rinviata a giudizio per l’omicidio colposo.
“Non mi riferisco all’altro medico, Pietro Rossi, che in effetti ha avuto un ruolo soltanto di passaggio – spiega l’avvocato Fioravanti -. Ma è possibile che non ci sia stato anche un caposala, un infermiere o comunque altro personale medico che ha avuto in qualche modo a che fare con questa triste vicenda? E’ un dubbio che non può non essere sollevato, ma ci sarà sicuramente una spiegazione. Per ora siamo soddisfatti che il processo possa finalmente partire dopo tanti mesi di stallo”.
La prima udienza è stata fissata a marzo.

