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“Più costi per il personale e meno servizi”

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Una seduta del consiglio comunale

Una seduta del consiglio comunale 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – I nostri dubbi erano fondati. Oggi è arrivata la conferma da parte dello stesso assessore ai servizi sociali Fersini che le spese per il personale (anche esterno) del piano sociale di zona è aumentato dal 5 all’8% rispetto al budget totale del piano di zona.

Un fatto grave, che non tiene conto del delicato momento che molti cittadini e molte famiglie stanno vivendo anche perché, trattandosi di un dato percentuale sull’ammontare totale dei servizi, all’aumentare dei costi per il personale diminuirebbe il totale a favore dei servizi sociali.

L’assessore Fersini dovrebbe spiegare a noi, all’intero consiglio e soprattutto ai cittadini in situazione di disagio, quali tagli abbia già effettuato e quali servizi abbia intenzione di sacrificare.

Rispetto poi alla questione del budget dei servizi sociali, appare opportuno ricordare qualche contraddizione al distratto assessore: prima non c’era un euro ora pare ce ne siano centinaia di migliaia non spesi.

Al tempo l’assessore Zucchi (Sandro) si dimise sbattendo la porta a causa della scarsità di risorse.

Oggi l’assessore Fersini dichiara di aver trovato centinaia di migliaia di euro nel budget dell’assessorato che non sono stati utilizzati.

Una ricostruzione deformata, non veritiera e che evidenzia l’esigenza di comprendere le dinamiche amministrative e contabili prima di fare proclami. Le somme in oggetto, infatti, oltre a non riguardare il comune di Viterbo ma l’intero distretto VT/3 composto da ben otto comuni, sono la sommatoria di più annualità che, come ricorda correttamente l’assessore, sono oggetto di richiesta di finanziamento regionale a partire dall’anno 2005 e che l‘amministrazione Marini ha iniziato a spendere. Trattandosi di annualità, le cifre a disposizione sono naturalmente ripartite per coprire le esigenze di più anni, a meno che Fersini non intenda elargire tutto a tutti quest’anno e poi, con poca lungimiranza, non avere più risorse a disposizione per il prossimo futuro.

Ricordiamo a tal proposito che la continuità socio-assistenziale non è un optional ma è un valore cardine delle politiche sociali tendente al raggiungimento del massimo livello di autonomia possibile e all’inclusione sociale delle persone. Con specifico riferimento alla non autosufficienza e all’handicap grave è stata proprio l’assemblea dei sindaci a fine 2011, su proposta dell’allora assessore Daniele Sabatini e con l’autorizzazione della Regione Lazio, a indicare nuove procedure per l’assegnazione dell’assegno di cura addivenendo ad una rilevante semplificazione dell’iter amministrativo e burocratico.

L’indicazione regionale iniziale, infatti, era  basata su un lungo iter di avvisi pubblici, imponenti produzioni documentali, composizione di una speciale unità valutativa composta da membri del comune e della Asl, trasferimento delle pratiche alla Asl, visite domiciliari per ciascun richiedente, valutazione finale individuale, redazione della apposita graduatoria, trasmissione della stessa al comune, determina di  liquidazione e solo a questo punto mandato di pagamento. Oggi l’assessore ha invece a disposizione uno strumento più snello, basato sulla procedura a sportello, sull’immediatezza del rapporto cittadino-comune e su congrue risorse che responsabilmente, di anno in anno, sono state programmate per garantire alle famiglie una continuità assistenziale.

Ricordiamo quindi a Fersini che non è più consigliere di opposizione e lo invitiamo, pertanto, a fare con oculatezza e lungimiranza il suo dovere proseguendo il lavoro virtuoso e certosino che era stato impostato dalla precedente amministrazione.

Gruppo Pdl – FI
Comune di Viterbo


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