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Sarà Federico Fracassini il nuovo assessore

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Luigi Buzzi, Paolo Bozzi, Paolo Bianchini, Gianluca Mantuano

Luigi Buzzi, Paolo Bozzi, Paolo Bianchini, Gianluca Mantuano

Federico Fracassini

Federico Fracassini

Paolo Bozzi, Paolo Bianchini, Gianluca Mantuano

Paolo Bozzi, Paolo Bianchini, Gianluca Mantuano

Luigi Buzzi, Paolo Bozzi, Paolo Bianchini, Gianluca Mantuano

Luigi Buzzi, Paolo Bozzi, Paolo Bianchini, Gianluca Mantuano

Viterbo – (g.f.) – Fratelli d’Italia ha deciso: il modo migliore d’onorare il ricordo e la figura di Antonio Fracassini, scomparso domenica all’età di settant’anni, è proporre al ruolo di assessore provinciale al Patrimonio che fino all’ultimo ha portato avanti, il figlio Federico.

A lui, il compito di raccogliere l’eredità politica e umana che il padre, da sempre impegnato in politica a Viterbo, ha lasciato.

Una scelta anche rispettosa della volontà di Antonio Fracassini: “Ci ha sempre detto – ricorda Paolo Bianchini – che il suo percorso politico con la nomina d’assessore si sarebbe concluso. Voleva terminare con un ruolo di primo livello ed ha espresso la volontà che il suo testimone fosse raccolto da Federico, che ha la stessa passione.

Ci rende orgogliosi che lui e tutta la famiglia Fracassini abbiano accettato la nostra proposta”. Che adesso è nelle mani del presidente Marcello Meroi.

“Proprio nell’ottica di una continuità politica – spiega Paolo Bianchini – i tre consiglieri provinciali Fratelli d’Italia hanno presentato a Meroi un documento con l’indicazione di Federico. Ci sembra giusto e non solo per ragioni di cognome.

Fin dalla nascita di FdI, Federico è stato con noi, contribuendo fattivamente all’organizzazione, impegnandosi in campagna elettorale alle comunali, dove è il primo dei non eletti”. Fratelli d’Italia, partito in cui militava Antonio Fracassini, è stato duramente colpito dal lutto.

“La scomparsa di Antonio – dice Paolo Bianchini – è stato un evento inaspettato che ci ha scossi profondamente.

Siamo stati legati a lui chi da dieci, chi da venti anni nell’attività politica, ma è il legame umano quello più forte che si era instaurato. Era entrato in giunta questa estate, la comunità con la sua scomparsa si è stretta attorno alla sua famiglia e noi vogliamo continuare quello che Antonio ci ha lasciato, portare avanti il suo lavoro”.

L’annuncio durante un incontro con la stampa per fare il punto dell’attività politica di Fratelli d’Italia a Viterbo. Partendo dalla provincia, dove l’elezione del presidente del consiglio rimane ancora un’incognita.

Ce la farà Francesco Bigiotti a ottenere i voti necessari? “Non ho la palla di vetro – spiega il capogruppo Gianluca Mantuano – noi abbiamo un accordo con l’Udc e rimaniamo spettatori fedeli. Ultimamente, certo, è diventato più difficile rapportarsi con il gruppo di centro che si è diviso, ma finché le cose non cambiano, la nostra posizione è questa.

Sono certo che alla fine si arriverà a una soluzione”. Nonostante il futuro incerto, a palazzo Gentili tentano d’andare avanti: “Con le province in dismissione – continua Mantuano – non possiamo permettere che arrivi la regione con una società esterna a vendere il nostro patrimonio.

Lo dobbiamo alienare noi, in modo che i benefici derivanti dagli introiti rimangano sul territorio.

Abbiamo 25 ettari di terreno che si possono trasformare in turistico alberghiero vicino Belcolle o le colonie a San Martino e Bolsena, giusto per fare alcuni esempi.

Con l’assessore Fracassini stavamo lavorando a un regolamento e una stima. Venti milioni di euro, solo per una parte, possono tornare utili alla comunità in un momento in cui trasferimenti all’ente sono pari a zero”.

Senza soldi, la provincia diventa un ente inutile. “Come diceva spesso Antonio Fracassini – osserva Mantuano – non esistono enti inutili, esistono amministratori inutili, se non si dà loro la possibilità di lavorare.

Noi abbiamo appoggiato l’idea dell’assessore Camilli di chiedere un mutuo di sette milioni, con i quali andremo ad agire su strade e scuole”.

Ma se la provincia piange, il comune non ride: “L’amministrazione comunale è inchiodata, ferma – osserva il capogruppo FdI Luigi Maria Buzzi – vive un momento di forte disagio, raccogliendo solo quello che la precedente amministrazione aveva iniziato e programmato.

L’unico elemento nuovo è il piano di sviluppo del centro storico, per il quale aspettiamo progetti che al momento non esistono. Si naviga a vista. Oggi l’emergenza sembrano essere le macchine di Santa Rosa in piazza o il mercatino multietnico. Rispetto a quanto promesso, sono a quota zero dopo 150 giorni dall’insediamento.

Michelini, se ci sei batti un colpo”.

Sabato e domenica Fratelli d’Italia sarà a piazza del teatro con un gazebo.

“Per raccogliere adesioni sulle nostre proposte – osserva Paolo Bozzi – e metterci a disposizione dei concittadini e dare il nostro contributo.

Anche dove siamo all’opposizione, la nostra non vuole essere una critica sterile e fine a se stessa. Vogliamo essere propositivi”.

Pensioni d’oro, gioco d’azzardo, condono e certezza della pena, legge elettorale, sono i temi su cui FdI chiede sostegno.

“Poi – conclude Paolo Bianchini – è sempre aperta la campagna adesioni al nostro partito. Vera, però. Non come quella del Pd”.

Giuseppe Ferlicca

 


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