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Beni congelati per 9 milioni di euro, battaglia legale al Riesame

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Alessio Sacconi

Alessio Sacconi

Fabio Galanti

Fabio Galanti

La Guardia di finanza

La Guardia di finanza

Viterbo – Sarà Riesame contro il sequestro da 9 milioni di euro eseguito la scorsa settimana dalla guardia di finanza.

Gli avvocati Franco Taurchini e Bernardo Cartoni hanno depositato ieri mattina il ricorso contro il provvedimento che congela parte dei beni degli imprenditori viterbesi Fabio Galanti, Mauro Sacconi e dei figli Simone e Alessio. 

La procura di Viterbo li indaga per evasione. E’ a loro carico che i pm Fabrizio Tucci e Renzo Petroselli hanno ottenuto il maxi sequestro preventivo di 5,5 milioni di titoli mobiliari e immobiliari e due immobili con venti appartamenti dal valore di altri 3 milioni.

Il ricorso era stato annunciato dai legali degli indagati dopo la visita della finanza. Una mossa strumentale, in questa fase, che servirà ai difensori ad avere accesso agli atti di indagine, anche qualora il ricorso fosse respinto.

Sui 5 milioni e mezzo di titoli è stata scelta la formula del sequestro per equivalente, per cercare di assicurare all’erario somme considerate come “l’equivalente” della presunta evasione fiscale. 

Quanto ai lussuosi appartamenti sulla Teverina e sulla Cassia Sud, i legali gli hanno dedicato un ampio paragrafo del loro ricorso.

Gli immobili sono intestati a una società partecipata interamente dai fratelli Alessio e Simone Sacconi. Un punto che aveva da subito lasciata perplessa la difesa degli imprenditori: “Sulla possibilità di sequestrare immobili intestati a un’altra società ci sarà da discutere”, aveva annunciato l’avvocato Cartoni.

Potrà farlo davanti al collegio dei giudici viterbesi chiamato a riesaminare il sequestro. L’udienza sarà fissata entro i prossimi dieci giorni. 


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