Capranica – Sabato 16 novembre si sono tenute a Capranica le cerimonie commemorative del decimo anniversario della strage di Nassiryia e del 70esimo anniversario dell’eccidio nazista di 17 giovani sardi e 3 capranichesi.
La prima cerimonia, tenutasi alle 10.30 presso il monumento ai caduti di Nassiryia eretto in largo Don Dilani, è stata come di consueto organizzata dal gruppo comunale di Protezione civile di Capranica ed in particolare dall’anima del gruppo, Antonio Cocozza.
Alla presenza delle autorità civili e militari -erano presenti rappresentanti dell’Esercito, dell’Aviazione, dell’Arma dei Carabinieri, di Gruppi di Protezione Civile di molti Comuni della Provincia di Viterbo, della Croce Rossa Militare Italiana, della Croce Rossa Italiana, delle Scuole di Capranica e molti privati Cittadini – il sindaco di Capranica, Angelo Cappelli, ha ricordato con commosse parole il sacrificio di questi giovani andati a portare pace, aiuti umanitari, sicurezza, e mai più ritornati.
L’alzabandiera, l’esecuzione dell’Inno nazionale, la deposizione di una corona d’alloro al Monumento, sono stati i momenti più toccanti della celebrazione, che si è conclusa con la lettura di lettere e documenti scritti da alcuni dei caduti e dai loro familiari.
Al termine della cerimonia tutti i partecipanti, con alla testa un’altra corona di alloro, scortati dai mezzi della Protezione civile e della Croce rossa italiana si sono recati in corteo al monumento dedicato ai caduti sardi.
Il professor Antonio Sarnacchioli, storico locale, ha ricordato i tragici eventi che portarono all’eccidio nazista che costò la vita a 20 giovani, una delle prime stragi di questo tipo avvenute in Italia durante l’occupazione nazista e purtroppo non ancora sufficientemente nota al grande pubblico.
Per l’occasione era presente anche Francesco Baule, sindaco del Comune di Ploaghe, città d’origine di cinque dei diciassette giovani sardi massacrati in quel tragico evento, che ha ringraziato Capranica sia per l’assistenza data in quei tempi funesti ai giovani sardi sbandati (oltre cento trovarono accoglienza ed assistenza a Capranica) che per aver coltivato per settanta anni il ricordo di quel fatto.
