Viterbo – (s.m.) – Ultima chiamata per Franco Fiorito.
L’ex capogruppo regionale Pdl, già condannato a tre anni e quattro mesi per il buco nei conti del gruppo, potrebbe tornare di nuovo a Viterbo per un interrogatorio.
Gli inquirenti viterbesi starebbero pensando a un nuovo faccia a faccia con Fiorito, indagato a Viterbo per calunnia e falso. L’inchiesta riguarda il plico di fatture taroccate ad arte per gettare fango sul successore di Fiorito, Francesco Battistoni.
Anche il giornalista viterbese Paolo Gianlorenzo è implicato nella vicenda: il pm Massimiliano Siddi lo indaga per la diffamazione a danno di Battistoni e della sua segretaria Erica Antonelli.
Per gli investigatori, la cornice è la faida interna al Pdl, tra le correnti ex Forza Italia, da cui proviene Battistoni, e quella ex An, di Fiorito. Una lotta intestina che, a Viterbo, ha partorito un’altra inchiesta: quella sulla macchina del fango, sempre a danno di Battistoni, con la presunta regia di Gianlorenzo.
Il dossier con le fatture attribuite al gruppo regionale Pdl fu diffuso nel settembre 2012 da alcuni quotidiani nazionali e dal sito di Gianlorenzo. Ai due indagati, è contestata la divulgazione di quel materiale, ma non è escluso che il piano sia stato architettato da altri. Un mandante occulto, rimasto, finora, non identificato.
Le fatture farebbero riferimento a cene e spese per comunicazione e pubblicità, ma anche a un weekend a Torino in camera doppia e colazione per Battistoni e la segretaria. Come a voler alludere a una relazione inesistente, almeno quanto quel weekend: il viaggio, infatti, fu annullato e, comunque, erano state prenotate due camere singole.
Dopo la proroga chiesta a maggio, resta un ultimo mese per portare avanti l’indagine. A quel punto, gli inquirenti saranno a un bivio: o chiudere l’inchiesta o insistere per una nuova proroga. Molto dipenderà dallo stesso Fiorito.
Già qualche mese fa, l’ex capogruppo Pdl alla Pisana era stato chiamato in procura a Viterbo per un nuovo confronto. Non si era presentato.
Se non risponderà alla nuova chiamata, sull’inchiesta calerà il sipario. Salvo colpi di scena dell’ultim’ora.


