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“Fuori i capibastone dal partito”

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Enrico Panunzi

Enrico Panunzi

Andrea Egidi si sbaciucchia Alessio Trani

Andrea Egidi si sbaciucchia Alessio Trani

Trani, Fraticello ed Egidi

Trani, Fraticello ed Egidi

Andrea Egidi

Andrea Egidi

Manuela Benedetti

Manuela Benedetti

Enrico Panunzi

Enrico Panunzi

Il congresso Pd

Il congresso Pd

Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti

Il congresso Pd

Il congresso Pd

Andrea Egidi

Andrea Egidi

Melissa Mongiardo, Michele Bassanelli e Manuela Benedetti

Melissa Mongiardo, Michele Bassanelli e Manuela Benedetti

Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti

Viterbo – Congresso Pd, il meglio arriva dopo la liturgia, dopo la festa e lo spazio per chi è stato eletto, il segretario provinciale Andrea Egidi, il presidente Aldo Fabbrini (fotocronaca).

Alla fine, quando molti dei delegati se ne vanno e l’appuntamento alle Terme dei Papi si trasforma da congresso a incontro fra pochi intimi, sono Alessio Trani ed Enrico Panunzi a dare una sferzata al dibattito.

Il primo segnala i problemi di un congresso dove in alcuni circoli hanno votato in settecento e in altri in sette e il secondo sprona a dare vita a un Pd senza capicorrente, libero da padroni.

Toni lontani da quello usato dal rieletto Egidi, seppure coi piedi ben piantati per terra oppure da quello usato da Nicola Zingaretti poco prima. Mescolando amministrazione a politica. “Rispetteremo punto su punto il patto per Viterbo”. Parola di presidente.

Nicola Zingaretti interviene al congresso provinciale Pd e rassicura chi, sull’intesa siglata con il sindaco Leonardo Michelini in campagna, comincia a nutrire qualche dubbio e vede progetti come le terme, derubricati a promesse elettorali.

“Lo rispetteremo – dice Zingaretti – abbiamo in consiglio la delibera sul termalismo. Stiamo lavorando. Sulle linee dei pendolari arriveranno ventisei nuovi treni nel Lazio e quindi anche a Viterbo.

Entro l’anno si rimettono in moto i 160 milioni per la ferrovia. Noi siamo quelli che hanno tagliato società pubbliche regionali doppioni, ridotto drasticamente i consigli d’amministrazione, eliminati compensi d’oro d’amministratori.

Lo abbiamo fatto noi e non Grillo. Diciamolo”.

Ricorda come solo un anno fa il quadro politico era completamente diverso: “C’era il sindaco Marini e la presidente Polverini – continua Zingaretti – abbiamo vinto, ma queste vittorie non ce le ha regalate nessuno. Possiamo anche perdere. Dobbiamo fare scelte serie, governare bene. E vogliamo un partito che non serva a fare carriera, nel quale ci si sta per scelta e non perché costretti perché sennò si perdono occasioni”.

L’assemblea ieri ha proclamato eletto il segretario Andrea Egidi, che ha ufficializzato il nome del suo vice, Manuela Benedetti.

Confermata la tesoriera Pd Sonia Perà e il presidente Aldo Fabbrini, candidato unico eletto con tutti voti favorevoli e tre astenuti, fra cui il consigliere comunale Volpi.

Non passa la proposta di Rosella De Paola, che chiede un passo indietro di Fabbrini per assegnare la presidenza alla minoranza: “E’ consuetudine – osserva De Paola – che sia affidata al candidato di minoranza, quindi a Trani”. Ma i tempi per presentare le candidature sono ampiamente scaduti.

A riportare sulla terra i pochi presenti rimasti a fine congresso, dopo che i big hanno lasciato la sala è lo stesso Alessio Trani: “Ho visto un congresso  – spiega Trani – con problemi, con circoli dove votano in sette e altri in settecento, due facce della stessa medaglia. Questa è la nostra ultima chance per cambiare, il centrodestra si riorganizzerà”.

Sulla stessa linea anche Enrico Panunzi, consigliere Pd: “Abbiamo perso la brutta abitudine di litigare tra noi – spiega Panunzi – ma non ho assistito a nessuno contributo, a un dibattito, ai congressi si va solo a votare. Ci si presenta, si alza la mano e quindi si va via.

Il segretario Egidi deve raccogliere la sfida di un partito che non deve avere padroni, che deve stare con uno o con l’altro. Che mandi avanti i giovani non perché appartengono a questo o a quel capocorrente, ma perché hanno una loro testa.

Non possiamo presentarci in un comune da quattromila persone, con cinque iscritti. Unitevi per fare un partito unito, non più partiti dentro lo stesso partito, smettiamola con questa storia. I capibastone non ci servono più, ragazzi, il cappello non fatevelo mettere in testa da nessuno”.

Nel suo intervento, il riconfermato Egidi indica la linea del partito: “Dare vita a una nuova classe dirigente – osserva Egidi – in grado di realizzare l’idea originale del Pd”.

Quindi lo scontro a distanza con il sindaco Leonardo Michelini, che poco prima nel portare il suo saluto, aveva invitato a non scontrarsi su argomenti come il registro per le coppie di fatto: “In momenti di crisi come questo – spiega Michelini – non è opportuno”.

Ma Egidi non ci sta e quell’argomento il Pd lo dovrà affrontare, insieme ad altri temi come l’omofobia e il femminicidio.

Il congresso provinciale è concluso, ma il lavoro per vedere nascere un Pd nuovo non è nemmeno cominciato e intanto si apre subito un altro capitolo. Parte il conto alla rovescia per l’elezione del segretario nazionale. Appuntamento l’8 dicembre. Che il dibattito continui.

Giuseppe Ferocia


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