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887 amministratori firmano l’appello per dire no al Pse

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Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni 

Viterbo – 887 amministratori di area Democratico-popolare lo hanno già firmato. E’ l’appello, voluto da Giuseppe Fioroni, per dire no all’entrata del Pd nel Pse. Appello inviato ai tre candidati alla segreteria del Pd, Matteo Renzi, Gianni Cuperlo e Giuseppe Civati.

Un appello per il quale la raccolta di firme continua e che non manca di ironia.

“Non possiamo tornare indietro: chi immagina di rifugiarsi sotto le coperte del Socialismo europeo compie una scelta che merita rispetto, ma che non è nel Dna di un Pd che non può essere trasformato nell’organizzazione nazionale del Pse”. In altre parole ironizzano i Democratico-popolare “perché tornare alla tv in bianco e nero mentre la politica moderna, innovativa va con l’hd?”.

E poi.

“Per guardare avanti, per dare forza al nostro orizzonte dobbiamo, tutti, avere chiarissimo il nostro certificato di nascita, da cui ha mosso i primi passi l’unica forza popolare e riformista italiana – è scritto nel documento -. Un certificato di nascita scritto insieme, scritto da chi ha creduto con tutto se stesso che si potesse coronare un grande progetto, un grande sogno: far confluire le grandi tradizioni democratiche-popolari, socialiste, ambientaliste della nostra cultura, forte in fondo di quel processo unitario che fu alla base della lotta al Fascismo e della Liberazione. Un processo politico ma anche ideale, sociale, ed il problema del 2008 non fu mettere insieme i resti di storie passate, ma elaborare una visione nuova, moderna. Costruire, con fatica, superando mille problemi, diffidenze, a volte rancori storici, il progetto di un’Italia nuova. Appunto. Un’Italia nuova”.

Insomma per Fioroni & c. entrare nel Pse sarebbe non solo tornare al passato ma tradire la stessa storia del Pd: “Non possiamo e non vogliamo tradire quello che ogni democrat ha impresso nel documento d’identità. Non vogliamo un Pd che, attratto dalle sirene di famiglie politiche europee si trasformi, proprio ora, in un grande granchio rosso”.

Bisogna guardare avanti, senza nostalgie per il passato.

“Nello stesso modo – si legge ancora – il Pd non può sostenere il governo Letta, avendo però in testa comunque il progetto di unirsi domani con chi proprio oggi è all’opposizione di un esecutivo di emergenza nazionale. Costringere oggi i nostri iscritti, i nostri amministratori, i nostri sostenitori, i giovani che per la prima volta hanno varcato la porta di un circolo Pd ad ascoltare musiche di un juke box nostalgico e che gracchia un po’, sarebbe un errore incredibile”.

Si arriva quindi alla conclusione politica, mettendo paletti ben definiti sul lato sinistro dell’area coperta dal Pd.

“Per queste ragioni l’area del riformismo democratico chiede che ci sia un confine preciso sul lato radicale e movimentista dello schieramento politico nazionale. Diamo forza, con coraggio, alle nostre convinzioni profonde, andiamo avanti sulla strada della collaborazione tra forze responsabili, esaltiamo tutti insieme il nostro contributo di valori seguendo l’unico cammino che il paese si attende dal Pd: indicare una rotta di modernità, dentro ai problemi reali degli italiani per uscire tutti insieme dalla crisi. Non ci sono molte strade di fronte a noi. L’unica alternativa è smentire, per superficialità o peggio per arroganza, la ragione stessa della nostra costituzione in partito”.

L’appello è stato firmato fra gli altri da: Vito Santarsiero (sindaco di Potenza), Francesca Raciti (presidente Consiglio comune di Catania), Mirko Coratti (presidente Consiglio comunale di Roma), Livio Petitto (presidente Consiglio comunale di Avellino), Emilia Barrile (presidente Consiglio comunale di Messina), Nino Interdonato (vice presidente Consiglio di Messina), Luisa Ciambella (vice sindaco di Viterbo), David Paolo (capogruppo Consiglio comunale di Messina), Alberto Monaci (presidente Consiglio Regione Toscana), Eros Brega (presidente Consiglio Regione Umbria), Vittoriano Solazzi (presidente Consiglio Regione Marche), Massimiliano Scarabeo (assessore Regione Molise), Luca Barberini (consigliere Regione Umbria), Andrea Smacchi (consigliere Regione Umbria), Francesco Rinaldi (Assemblea Regionale Siciliana), Gianfranco Zambelli (consigliere Regione Lazio), Ruggiero Mennea (consigliere Regione Puglia), Michele Monno (consigliere Regione Puglia), Donato Pica (consigliere Regione Campania), Maurizio Policastro (consigliere Comune di Roma), Daniela Tiburzi (Consigliere Comune di Roma), Vinicio Guasticchi (presidente Provincia di Perugia), Feliciano Polli (presidente Provincia di Terni), Riccardo Burresi (presidente Consiglio Provincia di Siena), Maurizio Rubbi (presidente Consiglio Provincia di Pistoia), Marco Bergonzi (capogruppo Provincia di Piacenza), Stefano Mocio (assessore Provincia di Terni), Vincenzo Cappello (sindaco di Piedimonte Matese), Domenico Vitto (sindaco di Polignano), Pino Varacalli (sindaco di Gerace), Daniele Benedetti (sindaco di Spoleto), Gino Emili (sindaco di Cascia), Sebastiano Ventre (sindaco di Alcamo), Massimo Battaglia (sindaco di Campofelice di Roccella) Salvatore Cala’ (sindaco di Mussomeli), Salvo Gambino (sindaco di Torretta), Lucia Nicoletti (vice sindaco di S.Stefano di Rogliano), Liviana Zanetti (vice sindaco di Bagni di Romagna), Sandro Mariani (assessore Comune di Campli) e Giuseppe Chiappini (consigliere di Montenero di Bisaccia).


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