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“Aquilani dovrebbe pensare a difendere l’autonomia fiscale del comune”

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Giovanni Gidari

Giovanni Gidari 

Vetralla – Riceviamo e pubblichiamo – In data 30 novembre 2013, la maggioranza Aquilani ha approvato il bilancio di previsione 2013, applicando un ulteriore aumento dell’aliquota base Imu, che è stata portata dallo 0,98% del 2012 all’1,06%.

Questo incide pesantemente sul bilancio della popolazione già tartassata da altre tasse, dagli aumenti dei prezzi e da una disoccupazione che ha raggiunto livelli elevatissimi, soprattutto tra i giovani.

Il sindaco Aquilani, per giustificare il suo ritardo nell’approvazione del bilancio di previsione per il 2013 e, soprattutto, per aver contribuito in ulteriori aggravi alle famiglie, si giustifica tentando di attribuire tutto al Governo centrale e alle limitazioni della “spending review”, del patto di stabilità e alle riduzione dei trasferimenti statali.

Il sindaco dimentica di aver approvato, quasi alla fine dell’esercizio finanziario 2013, un bilancio per oltre ventuno milioni di euro di entrate la cui destinazione è stata decisa da lui e dalla sua maggioranza: pertanto, non può e non deve esimersi dalle sue responsabilità e dalle scelte effettuate.

Il sindaco non può ignorare di aver applicato le aliquote Imu e l’addizionale comunale Irpef superando di gran lunga le soglie minime stabilite dal governo centrale.

Il governo, per azzerare il debito pubblico, non solo pone rigide limitazioni agli enti per la gestione dei propri bilanci, ma continua a sottoporre famiglie e imprese ad una pressione fiscale non più sostenibile.

Pretendere, quindi, maggiori trasferimenti senza che la politica vari, al più presto, quelle riforme e quei tagli necessari che sono stati promessi (riduzione dei parlamentari, vitalizi, privilegi, stipendi e pensioni d’oro), implica che a pagare siano sempre i soliti noti.

È quindi necessario che i comuni, che vivono da vicino gli effetti della crisi economica e le difficoltà della gente, facciano costantemente da leva verso la politica per una rapida svolta. Dovrebbero poi difendere la propria autonomia fiscale, chiedendo le opportune modifiche alle norme di legge sulla revisione della spesa pubblica e sul patto di stabilità, abolendo i vincoli per i comuni che dispongano di risorse finanziarie certe.

Sarebbe opportuno, dunque, che il sindaco Aquilani si attivi nella direzione sopra descritta e coinvolga anche il consiglio comunale, anziché limitarsi ad “atti incoerenti” come quello di votarsi contro il bilancio.

Giovanni Gidari
Consigliere comunale “Progetto Vetralla”


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