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Ecco il festival delle luci e delle ombre…

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L'inaugurazione del festival delle luci

L’inaugurazione del festival delle luci

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L’inaugurazione del festival delle luci

Viterbo – Il festival delle luci s’accende e a piazza del Comune l’albero di Natale si spegne. Forse per protesta, perché quest’anno non è più lui il centro dell’attenzione. La punta è spenta (fotocronaca).

Poco male, fa pendant con la facciata di palazzo dei Priori, piuttosto smorta, nonostante i proiettori che inviano le immagini dei quadri di Sebastiano Del Piombo esposti nella sala Regia.

Piazza del Plebiscito è il punto di partenza del festival, quello da dove ieri sera alle 18.30 il sindaco Leonardo Michelini ha dato il via ufficiale pigiando l’interruttore. Non un bell’inizio.

Fra tutte le piazze, quella del comune è la più deludente. Non solo per le luci nelle vie e sulla piazza stessa che non permettono una buona visione delle immagini, effetto sbiadito, ma anche perché i portici fanno parte della scenografia, con i fari multicolori, solo che lo spettatore si trova di fronte i tre catafalchi con le attrezzature e la vista ostruita. Passare oltre.

Va meglio a piazza del Gesù. Il luogo si presta, con un gioco di luci attorno alla fontana e una pioggia di effetti che si espandono anche ai palazzi attorno, mentre la chiesa cambia di colore, compare un orologio. Un’idea c’è. Ricorda un Medioera un paio d’anni fa.

Per fare bella piazza san Lorenzo, invece, non ci vuole molto. E’ già uno spettacolo anche con i lampioni.

Il palazzo papale colorato fa il suo effetto, c’è pure una stella cometa che spostandosi arriva fino al duomo, dove è proiettato un presepe e una natività. Non brilla troppo, ma ci può stare, anche perché accanto c’è il campanile, che è uno spettacolo.

Attenzione al ritorno, perché sarà pure il festival delle luci, ma via san Lorenzo fino al ponte è completamente al buio. Speriamo che qualcuno non ci organizzi un festival dei borseggiatori.

A piazza della Morte…c’è qualcosa a piazza della Morte? Boh.

A san Carluccio sono d’obbligo gli occhiali da sole. I fari sparano ad altezza d’uomo. E’ una piazza di passaggio. Come canta Battiato. Luci effetto come viene viene.

In preparazione dello scorcio riuscito meglio. Piazza san Pellegrino.

Sulla chiesa si proiettano paesaggi natalizi, la storia di Galiana raccontata con musiche di sottofondo, passano le Macchine di santa Rosa, i Facchini. La qualità della proiezione è di livello decisamente superiore rispetto a tutto il resto. Probabilmente anche come costi.

Il tour si chiude con piazza Fontana Grande. Laser tipo discoteca sparano contro il cielo fasci luminosi e quando s’incrociano illuminano la fontana. Ma solo la parte alta. Il resto è al buio, mentre un paio di proiettori colorano l’ex tribunale. Il tour è terminato.

Rispetto alla prova generale di venerdì sera, sono magicamente scomparse le pubblicità che sarebbero state proiettate sui muri nelle varie piazze. Pare che il sindaco Leonardo Michelini, presente alla prova, alla vista dei messaggi promozionali, sia andato su tutte le furie e così il vice sindaco Luisa Ciambella. Dando l’ordine tassativo di farle sparire e così è stato.

Idee sul festival poco chiare. Allora altro giro. A piazza san Carluccio passano madre e figlia. Quest’ultima chiede alla mamma: “Ma è bello?”. E la risposta non si fa attendere: “E’ bello? Ma che te devo di’…”.  Forse che è un festival a intermittenza.

Giuseppe Ferlicca


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