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Facciamo di Viterbo la capitale italiana della cultura 2014

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Il consigliere regionale Valentini all'istituto Orioli

Il consigliere regionale Valentini all'istituto Orioli

Il consigliere regionale Valentini all’istituto Orioli

Il consigliere regionale Valentini all'istituto Orioli
Il consigliere regionale Valentini all'istituto Orioli

Viterbo – “Viterbo capitale italiana della cultura 2014 per la Regione Lazio”.

È la mozione proposta e presentata al consiglio regionale dal capogruppo di Per il Lazio, Riccardo Valentini, e firmata dalla quasi totalità dei capigruppo consiliari. Tra i firmatari, anche tutti gli altri consiglieri regionali della provincia di Viterbo.

Ad anunciarlo, lo stesso  Valentini che ieri ha incontrato gli studenti dell’istituto superiore “Francesco Orioli” di Viterbo dove, oltre a visitare l’orto didattico della scuola, ha tenuto anche una lezione sui temi dell’ambiente, dell’alimentazione e della Blue Economy.

“Con la mozione – spiega Valentini, primo firmatario  – si chiede al consiglio regionale di impegnare il presidente e la giunta a sostenere la candidatura di Viterbo capitale italiana della cultura 2014 per la Regione Lazio, garantendo il massimo appoggio per la buona riuscita del progetto”.

La mozione nasce a seguito della proposta del presidente del consiglio dei ministri, Enrico Letta, che ha lanciato l’iniziativa “Capitale annuale della cultura”. Un’iniziativa che prevede, per ogni anno, la selezione del “progetto di una città che diventi quell’anno la capitale italiana della cultura” in modo da “mettere le città italiane in concorrenza fra loro e stimolare gli investimenti privati”, “con stanziamento pubblico che faccia da abbrivio”.

Il presidente del consiglio ha poi delineato un “percorso per selezionare, tramite una commissione di esperti, il migliore progetto tra quelli presentati dalle varie città” per avere già nel 2014 la prima capitale italiana della cultura.

“Viterbo – prosegue il capogruppo di Per il Lazio, Riccardo Valentini – ha tutte le caratteristiche culturali per proporre la propria candidatura. Infatti, oltre ad essere uno dei primi comuni italiani ad avanzare la propria candidatura, ha accettato la sfida di unire al suo progresso economico la salvaguardia e la valorizzazione del suo importante patrimonio culturale creando una serie di iniziative e di interventi che la stanno portando al centro dell’interesse di tutti i percorsi culturali nazionali.

Sul suo territorio è infatti presente l’Università della Tuscia che vanta eccellenze in ogni settore dei suoi corsi di laurea ormai riconosciute in tutto il mondo. Vanta inoltre gioielli di straordinario valore, come il quartiere medioevale di S.Pellegrino con il palazzo dei Papi, le opere d’arte contenute nel museo civico come le due tavole di Sebastiano del Piombo, il teatro dell’Unione e quello Romano di Ferento, la fantastica Biga di Castro, la collezione archeologica Rossi Danielli, Villa Lante, palazzo Doria Pamphjli.

Tra i capolavori viterbesi – sottolinea Valentini – c’è poi la macchina di Santa Rosa, un campanile che cammina, una tradizione popolare e religiosa unica nel suo genere che è diventata patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco”.

Infine – si legge nella mozione – “la città di Viterbo vanta altrettante eccellenze nel campo delle risorse umane, nel campo enogastronomico e dell’artigianato, ma anche della letteratura, con uno dei festival letterari più importanti d’Italia ‘Caffeina cultura’  che ogni anno accoglie in città scrittori, filosofi ed intellettuali di fama internazionale trasformando il suo centro storico in uno dei salotti letterari più belli e più importanti d’Europa.

Lo stesso salotto che, invece, nel mese di maggio di ogni anno accoglie ‘San Pellegrino in Fiore’, una kermesse di florovivaisti che esalta il suo centro storico con i colori dei fiori di primavera, rendendo possibili delle magnifiche passeggiate in mezzo alla storia tra i colori della natura. Non da meno in campo musicale – prosegue la mozione – dove oltre all’importantissimo ‘Festival Barocco’ vi è l’importante scuola musicale comunale, nonché una delle bande regionali più longeve di Grotte Santo Stefano, attiva da oltre 90 anni.

Tra le sue eccellenze, ci sono poi artisti viterbesi doc – come il tenore Antonio Poli o il baritono Alfonso Antoniozzi – che fanno della città una potenziale culla per la cultura musicale. Infine, Viterbo è la città che ha tenuto a battesimo la teoria moderna del restauro, grazie ai lavori di Cesare Brandi”.

“Una città che ha tutte le carte in regole per diventare capitale italiana della cultura. Una città – conclude Riccardo Valentini – che merita di diventare un polo culturale di livello internazionale senza eguali”.


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