Vetralla – Due fratelli pestati con una stampella e un palo di legno di un metro e mezzo. Ma i presunti aggressori si chiamano fuori.
Non hanno risposto alle domande del gip i tre ragazzi sottoposti a divieto di avvicinamento dai due coetanei che li hanno denunciati. Giovani le vittime, due fratelli di 17 e 19 anni. Giovani i presunti picchiatori: J.S., 21enne, A.C., 20enne e S.N., 19enne.
I tre amici sono accusati non solo di aver picchiato i fratelli uno dopo l’altro, ma di essersene anche vantati su Facebook. Ieri mattina, all’interrogatorio di garanzia, si sono tutti avvalsi della facoltà di non rispondere, ma hanno voluto comunque dare la loro versione dei fatti al gip Francesco Rigato. All’unisono, si sono detti estranei ai fatti. Dicono di non aver mai alzato le mani sui due fratelli. Fatti accaduti a giugno a Vetralla.
Prima sarebbe stato aggredito il 17enne, colpito con una stampella. Poi è toccata al fratello maggiore, picchiato anche con un lungo palo di legno. Spalla lussata per il primo e trauma cranico per il secondo. Più una serie di minacce su Facebook, comparse sul profilo di uno dei tre ragazzi. Ma loro si dicono innocenti.
Il divieto di avvicinamento è scattato a distanza di cinque mesi dalle aggressioni perché a fine ottobre uno dei due fratelli è tornato in caserma. Ai militari ha raccontato di aver incrociato J.S. a Vetralla in macchina, mentre aspettava che si rialzassero le sbarre del passaggio a livello. Nell’attesa, il ragazzo sarebbe sceso dall’auto per poi guardarlo con aria di sfida.
Un episodio che ha spinto il gip a disporre il divieto di avvicinamento per il pericolo di eventuali ritorsioni o intimidazioni. Pericolo che per le difese non sussiste: a detta degli avvocati, i tre amici si sono tenuti alla larga dai due fratelli, in questi mesi. Uno di loro si è anche trasferito in Inghilterra dove ha trovato lavoro come cuoco.
Sulle richieste di alcuni difensori di revocare la misura, il giudice scioglierà la riserva nei prossimi giorni.
