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Gianlorenzo denunciato per stalking a mezzo stampa

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Paolo Gianlorenzo

Paolo Gianlorenzo

Francesco Battistoni

Francesco Battistoni

Viterbo – (s.m.) – Paolo Gianlorenzo denunciato per stalking a mezzo stampa.

A lanciare un’altra tegola sul giornalista è Francesco Battistoni, ex capogruppo regionale Pdl, da anni bersaglio fisso di Gianlorenzo.

Non è bastato l’arresto del giornalista a mettere un freno alla campagna stampa contro di Battistoni. Ma se la macchina del fango continua, l’ex capogruppo non resta a guardare. Nei giorni scorsi si è recato in procura per formalizzare la nuova denuncia contro l’ex direttore di “Nuovo Viterbo oggi”. E stavolta ha alzato il tiro: non più diffamazione, ma stalking a mezzo stampa. 

Il nuovo atto d’accusa contro Gianlorenzo nasce da un articolo pubblicato il 4 dicembre dal suo sito web. Una piattaforma ancora in piena attività, nonostante il direttore sia agli arresti domiciliari. Il materiale è “di rimbalzo”. Niente più che un copia incolla del pezzo di Valentina Errante del “Messaggero”: “Lazio, spese pazze e feste in maschera, verso il processo gli ex consiglieri Pdl”. Sotto l’articolo, però, i redattori di Gianlorenzo piazzano una bella foto di Battistoni. Un affronto che l’ex capogruppo regionale Pdl non può accettare, dopo la sua definitiva uscita dall’inchiesta.

“La fine delle indagini e la mancanza del mio nome tra gli indagati è chiaro sintomo di una mia estraneità ai fatti – scrive Battistoni nella denuncia -. È evidente come tale articolo rappresenti un unicum con tutta l’attività denigratoria continua e costante posta in essere dal Gianlorenzo. Appare naturale come nel caso esposto si possa parlare  di atti persecutori a mezzo stampa”.

Manganellate mediatiche cui Battistoni sarebbe esposto da anni, tra “fantomatiche indagini prive di fondamento”, attribuitegli da Gianlorenzo, e “un’azione continua e pressante a scrivere articoli diffamatori”. “Un’azione persecutoria assurda e ingiusta” che, secondo Battistoni, va oltre la diffamazione: l’ex capogruppo Pdl la interpreta come “molestia continua, estrinsecata in moltissime attività, dalla minaccia a mezzo sms, dall’intimidazione a mia moglie, dalla diffamazione continua in tutte le testate dallo stesso dirette”.

Un reato nuovissimo, quello di stalking a mezzo stampa. Già contestato a Giuseppe Ciarrapico, ex senatore Pdl, editore e mentore di Gianlorenzo, dal quale il giornalista avrebbe imparato l’omonimo metodo per trattare con i nemici: prima massacrarli sul giornale, poi cercare con loro un compromesso. E se proprio non dovessero accettarlo, giù con la macchina del fango.

 

 


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