Tarquinia – Il caso dei fratelli Podda finisce sull’Unione sarda.
La vicenda dei due fratelli in presidio per tutta la giornata e la notte di lunedì scorso davanti alla loro rivendita di formaggi sull’Aurelia. Ieri pomeriggio, il chiosco è stato demolito dopo il pronunciamento del Tar che ha rigettato il ricorso urgente presentato dai due contro il provvedimento di abbattimento della struttura.
Poco dopo le 15,30 sono arrivate le ruspe per la demolizione. La versione online del quotidiano ha dedicato uno spazio un articolo in cui si ripercorrono i passi della vicenda di Bernardo e Patrizio, originari di Nuraminis.
“Lo sfratto esecutivo – si legge nell’articolo – dovrebbe essere attuato oggi: sopra l’attuale Aurelia, è previsto passi la nuova autostrada Livorno-Civitavecchia. I due fratelli rivendicano una vita di lavoro, in quanto l’attività si trova lì da 25 anni. Per impedire che il chiosco venga distrutto pensano anche a uno sciopero della fame”.
Nel frattempo ieri alle 18 si è svolto un tavolo tra il sindaco Mauro Mazzola, i fratelli Podda, la polizia e la Sat, società autostrada tirrenica, per trovare una mediazione.
“Abbiamo aperto la trattativa tra Sat e i fratelli Podda – commenta il primo cittadino -. E’ la stessa strada che abbiamo già seguito per tutte le altre attività che si trovano lungo il tracciato dell’autostrada, così come abbiamo deliberato in consiglio comunale.
Probabilmente, se anche in questo caso si fosse seguita la linea dettata dall’inizio, il problema sarebbe già stato risolto. Comunque non ci sono problemi, la discussione è stata riavviata e c’è la volontà di tutti a collaborare e trovare una soluzione”.










