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Incendio al Maury’s, i tecnici rassicurano sul rischio inquinamento

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Civita castellana - L'incendio al Maury's

Civita Castellana – L’incendio al Maury’s 

Civita castellana - L'incendio al Maury's

Civita Castellana – L’incendio al Maury’s 

Civita castellana - L'incendio al Maury's

Civita Castellana – L’incendio al Maury’s 

Viterbo – (m.l.r.) – Macerie fumanti e rovine imbevute di detersivi incendiati.

Un quadro desolante quello che sporge da via della Repubblica, dove fino a dieci giorni fa svettava il nuovo iperstore dell’igiene Maury’s. Il vasto incendio che si è sviluppato nella notte tra l’8 e il 9 dicembre all’interno del supermercato ha distrutto tutto, procurando danni alla struttura, circa mille metri quadrati, che presto sarà abbattuta.

Ora il problema principale è capire se durante l’incendio il cocktail micidiale fatto di detersivi, fumi, fiamme e liquido per spegnere incendi, abbia contaminato l’aria e l’ambiente principale.

Il sindaco di Civita Castellana, Gianluca Angelelli, appena dopo qualche ora dal devastante incendio, ha emesso un’ordinanza sindacale per impedire che le acque reflue inquinate da detersivi e liquido utilizzato dai pompieri finisse nel fosso cittadino. E per fissare subito un punto: le spese di bonifica e demolizione della struttura saranno a carico della società proprietaria del Maury’s.

Un atto immediato dettato dal rapporto dell’area tecnica del Comune che appena effettuato il primo sopralluogo ha evidenziato “che da un’ala dell’edificio – si legge bell’ordinanza –  in via della Repubblica fuoriuscivano dei reflui originati dal liquido utilizzato dai vigili del fuoco per lo spegnimento dell’incendio, contaminati da sostanze chimiche rilasciate da parte dei prodotti commecializzati, i quali sversavano nel fognolo del piazzale adiacente. Risulta pertanto necessario effettuare un primo intervento immediato volto a chiudere il fognolo sul piazzare e ad aspirare con mezzi idonei reflui per impedire lo sversamento, istallare container per stoccare i rifiuti presenti”.

Il rapporto inoltre rassicura sulla possibilità di inquinamento del terreno sottostante “l’attività in questione – si legge ancora – si svolge su un’area asfaltata per cui non sono state interessate direttamente matrici ambientali quali il suolo e le acque di falda”.

Ma su questo punto dovranno fare luce la Asl e l’Arpa, che nei giorni scorsi hanno effettuato due sopralluoghi per capire cosa succede all’ambiente circostante e se l’aria, l’acqua e il terreno siano stati contaminati.

Continuano, inoltre, le indagini degli investigatori per fare luce sulle cause dell’incendio. Ancora da accertare se l’incendio sia doloso.  La Procura di Viterbo ha aperto un’inchiesta per fare luce sull’accaduto.


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