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Viterbo – (s.m. & f.b.) – Un furto tentato “per fame”. Si sono giustificati così i tre malviventi sorpresi giovedì a saccheggiare una villa in zona Cassia Sud.
Lo avrebbero detto ieri mattina in aula, processati per direttissima dal giudice Eugenio Turco. Che, però, non ha dato molto credito alla loro versione.
La batteria era in trasferta e veniva da lontano. G.C., unico italiano, è un 40enne di Monza. Gli altri due, albanesi, sono M.P., trent’anni ed E.B., trentuno. Il primo residente a Formello. L’altro senza fissa dimora.
Sono loro i tre soggetti ripresi dalle telecamere di sicurezza di una villetta in strada Due casali. Il video li mostra intenti a scassinare il cancelletto in ferro con una lancia termica, per poi sfondare la porta a mazzate (fotocronaca – video1: Le immagini degli scassinatori in azione – video2: Il questore Urti: “Sgominate tre bande di ladri in pochi mesi”).
La polizia li ha fermati prima che riuscissero a completare l’opera. Niente bottino. Una notte passata nelle camere di sicurezza della questura e infine il processo per direttissima, conclusosi con tre patteggiamenti: un anno di reclusione e 300 euro di multa per E.B. e G.C., già tornati in libertà perché potevano beneficiare della condizionale. Solo M.C. resta in carcere: denunciato anche per violazione delle norme sull’immigrazione clandestina, era ricercato dal tribunale di Monza. Sconterà un anno e tre mesi a Mammagialla, più 400 euro di multa da pagare.
“La fame mi ha portato a fare questo”, ha spiegato l’unico italiano dei tre al giudice. Gli altri due avrebbero detto che “quel lavoro” gli era stato “suggerito da un loro conoscente di Formello”.
Intanto la polizia indaga per scoprire se lo stesso gruppo di malviventi è autore anche del furto di agosto nella stessa villetta. In quell’occasione, i ladri riuscirono a portare via la cassaforte e lasciarono un ariete nella villetta.
Per gli agenti della volante è altamente probabile che possa trattarsi della stessa banda. Gli arrestati conoscevano i movimenti dei padroni di casa. Sapevano quando e come colpire. Per questo non hanno esitato ad agire in pieno giorno, in una zona tendenzialmente isolata che ha consentito loro di fare tutto il rumore che volevano. Nessuno li ha sentiti.
In pochi minuti hanno spaccato inferriata e porta. Ma i poliziotti sono stati più rapidi nel raggiungerli e bloccarli: il sistema di allarme collegato al 113 ha messo subito in azione una pattuglia della volante, che ha immobilizzato due ladri all’uscita con i pochi gioielli che erano riusciti ad arraffare. Il terzo ha cercato di scappare dopo l’alt intimato dagli agenti, che lo hanno fermato esplodendo un colpo in aria.
Una brillante operazione cui la questura di viale Romiti era preparata: “In occasione delle festività natalizie abbiamo potenziato il dispositivo di sicurezza – ha spiegato in conferenza stampa il questore Gianfranco Urti -. Abbiamo fatto venire sei macchine per turno da Roma. Un totale di 18 macchine al giorno in più, attente alla sicurezza del territorio”.







