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La Flagellazione di Cristo con scafandro

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Vittorio Sgarbi alla chiesa del Gonfalone

Vittorio Sgarbi alla chiesa del Gonfalone

Vittorio Sgarbi e Leonardo Michelini alla chiesa del Gonfalone

Vittorio Sgarbi e Leonardo Michelini alla chiesa del Gonfalone

Giovanni Cesarini e Vittorio Sgarbi

Giovanni Cesarini e Vittorio Sgarbi

Il taglio del nastro alla Sala Regia

Il taglio del nastro alla Sala Regia

Filippo Rossi e Vittorio Sgarbi

Filippo Rossi e Vittorio Sgarbi

Michelini e Sgarbi

Michelini e Sgarbi

Barelli, Michelini e Sgarbi

Barelli, Michelini e Sgarbi

Vittorio Sgarbi e Giacomo Barelli

Vittorio Sgarbi e Giacomo Barelli

La Flagellazione con i riflessi delle luci

La Flagellazione con i riflessi delle luci

Vittorio Sgarbi alla Sala Regia

Vittorio Sgarbi alla Sala Regia

L'inaugurazione della mostra di Del Piombo

L’inaugurazione della mostra di Del Piombo

Viterbo – (g.f.) – La Pietà con scafandro e la Flagellazione di Cristo, sempre con scafandro (gallery).

Inaugurata a palazzo dei Priori, nella sala regia, l’esposizione dei due dipinti di Sebastiano del Piombo, con una doppia, brutta sorpresa. La struttura voluta dalla Sovrintendenza per proteggere le due opere le imprigiona, rovinando in parte la visione.

Le luci di riflettono sui cristalli e in parte l’effetto è rovinato, ma non c’erano alternative, come ha ricordato anche Vittorio Sgarbi.

Il critico d’arte stamani era a Viterbo per tagliare il nastro della mostra in comune e poi di quella alla chiesa del Gonfalone (video), dove a essere esposto è un dipinto di Ignaz Stern, la Natività.

“E’ una follia – spiega Sgarbi – costringere i quadri in questi scafandri, dentro queste incredibili e inutili macchine”.

Ma anche lui si è dovuto arrendere. “Importante è avere sottratto le opere – continua Sgarbi – al museo civico che è chiuso, rendendole visitabili.

L’amministrazione ha fatto uno sforzo che io non ritenevo particolarmente oneroso, ma che lei ha ritenuto tale. Mi compiaccio dell’iniziativa che parte da un mio suggerimento, quando m’incontrai con il sindaco alla Quercia”.

Sgarbi Viterbo la conosce: “Due settimane l’anno – spiega il critico – accadono molte cose, poi la città si spegne. Viterbo è più bella di Caffeina, il suo patrimonio non è conosciuto come dovrebbe. E’ la città più bella del Lazio dopo Roma e ha opere importanti e la Pietà di Del Piombo è tra queste”.

Il progetto iniziale per la mostra era di spostare dal museo civico dieci dipinti, per esporli al palazzo dei Papi. Ma non è stato possibile.

“Comunque è già molto – osserva Sgarbi – essere riusciti a sottrarli alla cattività e portarli nella sala Regia, anche se non è lo spazio ideale. rispetto a una sala vuota, essendoci affreschi alle pareti.

Adesso servirebbe una comunicazione efficace. Se la regione risparmiasse con i soldi ai consiglieri e investisse in promozione, sarebbe molto utile per far sapere a tutta Roma e oltre della mostra”.

Alla chiesa del Gonfalone, invece, l’esposizione della Natività di Stern. “E’ come essere a casa – dice Sgarbi – visto che il dipinto è mio. Spero che questa sia un’occasione per rianimare almeno in parte la bella città di Viterbo.

Posseggo sedici quadri dell’autore, che è tedesco, viene in Italia e lascia capolavori in Emilia, Marche, fino a Roma. E’ l’opposto esatto di Sebastiano Del Piombo.

Se Del Piombo rende scultura la pittura, Stern rende la pittura un’essenza evanescente, pura luce. Stavolta l’allestimento è semplice, ho ritenuto opportuno posizionarlo più in avanti per consentire la visione anche di quello che c’è dietro, il Battesimo di Cristo del grande maestro Gianfranco Romanelli.

Le opere sono come le donne. Non possono essere nostre, essenziale è conquistarle, averle è troppo. Una volta trovata un’opera, il divertimento è finito, è giusto che la vedano tutti.

Quando mi vengono chieste in prestito ne sono lieto”.

 


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