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“La provincia ha sancito la “morte” di tutti gli istituti periferici”

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Liceo scientifico Ruffini

Liceo scientifico Ruffini 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Perché dare il liceo sportivo al Ruffini di Viterbo se non ha le attrezzature adeguate richieste tassativamente sia dalla normativa nazionale (art.1 comma 3 del DPR n.52 5/3/2013) che da quella regionale (art.2.4 comma 8 della Delibera n.257 del 7/8/2013) che in maniera inequivocabile recitano “le istituzioni scolastiche… dovranno disporre di impianti ad attrezzature ginnico-sportive adeguati”?

E’ noto a tutti che il liceo Ruffini non dispone di “attrezzature ginnico sportive adeguate”. Da sempre utilizza esclusivamentente una palestra, posta a 500 metri di distanza dalla sede centrale – dove gli alunni si recano a piedi e all’interno della quale svolgono attività anche 4 classi contemporaneamente – e l’adiacente campo di calcio in terra. Entrambi di proprietà privata.

Da questa situazione di fatto, risulta in maniera inequivocabile che il liceo scientifico Ruffini non è in possesso dei requisiti richiesti dal comma 8 dell’art.2 delle linee guida regionali e dal comma 3 dell’art. 2.4 delle linee guida nazionali.

Questo basta di per sé ad escludere il liceo scientifico “Paolo Ruffini” dall’assegnazione dell’indirizzo sportivo.

Di contro è altrettanto noto ed evidente che il liceo di Orte dispone di “attrezzature ginnico sportive adeguate” e utilizza impianti sportivi all’avanguardia (piscina coperta, palestra, campo polivalente in sintetico, pista di atletica leggera, campo di calcio a 11, campo di basket/pattinaggio, campi da tennis in sintetico, palazzetto dello sport) tutti dislocati a poche decine di metri dalla sede dell’Istituto stesso.

Essendo questa la realtà inoppugnabile, su quali basi il comitato tecnico provinciale e il consiglio provinciale nelle loro deliberazioni affermano di aver verificato il possesso dei requisiti previsti?

Di fatto hanno completamente eluso questa norma essenziale e hanno deciso, al contrario, in base ad un solo parametro non contemplato nelle normative nazionali e regionali, cioè la centralità del capoluogo di provincia.

In base a questo principio assolutamente singolare e arbitrario il comitato tecnico e la provincia sanciscono la “morte” di tutti gli istituti periferici, come il liceo scientifico di Orte, che non avranno mai la possibilità di offrire corsi all’avanguardia per poter aumentare la loro popolazione scolastica.

Di contro la vicina Umbria, perseguendo una politica di salvaguardia degli istituti periferici, non ha assegnato la sede del liceo sportivo al capoluogo Terni bensí al liceo Ghandi di Narni situato a pochi chilometri di distanza da Orte.

Questa mirata concorrenza degli istituti umbri comporterá un incremento della “fuga” di alunni residenti nella provincia di Viterbo verso la provincia di Terni con conseguente riduzione della popolazione scolastica provinciale e regionale oltre ad un impoverimento economico/culturale della zona.

Rsu Iis “Fabio Besta” di Orte
elette nelle liste di Flc Cgil Viterbo, Uil Scuola Viterbo, Snals-Confsal Viterbo

 

 

 


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