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“La sala dell’Unesco si è fermata per Viterbo e l’Italia”

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L'intervento del sindaco Michelini

L’intervento del sindaco Michelini

Il cuore di Santa Rosa

Il cuore di Santa Rosa

Il cuore di Santa Rosa

Il cuore di Santa Rosa

La statua di Santa Rosa

La statua di Santa Rosa

Il presidente della provincia Marcello Meroi

Il presidente della provincia Marcello Meroi

Il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini

Il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini

L'assessore Giacomo Barelli

L’assessore Giacomo Barelli

Nello Celestini

Nello Celestini

L'ex sindaco Giulio Marini

L’ex sindaco Giulio Marini

Don Luigi Fabbri

Don Luigi Fabbri

Viterbo – (p.p) – “La sala dell’Unesco si è fermata per Viterbo e l’Italia” (gallery).

Così Leonardo Michelini, sindaco di Viterbo, ricorda i minuti successivi alla proclamazione del riconoscimento Unesco alla rete delle macchine a spalla di cui fa parte il trasporto viterbese. Attimi di grande emozione che il sindaco ripercorre nella sala Alessandro IV, a fianco alla cattedrale.

Comune, Sodalizio dei facchini di santa Rosa e diocesi di Viterbo hanno celebrato con la città l’importante traguardo. 

“Dopo la nomina – dice il sindaco Michelini nel raccontare la sua esperienza a Baku  -, è scoppiato un grande applauso e i fotografi si sono fiondati intorno a noi per immortalare quel momento. E’ stata un’emozione fortissima. Per due minuti Viterbo e l’Italia tutta sono stati al centro dell’attenzione mondiale. La sala si è fermata e lì ci siamo resi conto di quanto sia bello essere italiani e, per me, di essere sindaco di Viterbo”.

Centrale per  Michelini la collaborazione. “La rete delle macchine a spalla – continua il sindaco – ha vinto perché rappresenta le comunità e la gente. I viterbesi che assistono al trasporto del 3 settembre, quella sera si sentono facchini. La macchina è la città intera. Questo, è un risultato per la comunità e il paese intero”.

D’accordo anche il presidente della provincia Marcello Meroi. “Siamo tutti di un sentimento – dice Meroi -. Una verità profonda e non solo uno slogan. Quando si mira a un risultato, credendoci, lo si raggiunge. Santa Rosa rappresenta la nostra tradizione, la cultura e la religiosità e così deve essere sempre”.

Quindi il presidente del Sodalizio dei facchini Massimo Mecarini. “E’ un traguardo storico che condividiamo con le altre tre città della rete. Siamo stati un’unità di intenti. E’ unica la fusione che si viene a creare la sera del 3 settembre e che ci fa sentire una cosa sola con la città. I facchini sentono l’aiuto e la spinta della popolazione che gli permette di andare avanti.

A Baku, rappresentavamo l’unica candidatura italiana. Il percorso è stato tortuoso. All’inizio eravamo cinque città, perché oltre a noi, Palmi, Nola e Sassari c’era anche Gubbio che poi ha deciso di correre da solo. Il suo progetto però è naufragato. Così come sono cadute le candidature di Siena e del Carnevale di Venezia. Solo unendo le forze si ottengono risultati”.

Mecarini poi ripercorre il percorso che ha portato al riconoscimento. “A settembre – racconta – è stato pubblicato il dossier delle candidature. Dei 31 progetti, sette non avevano nessun parere discordante. Tra quelli c’era anche il nostro. Il 4 dicembre è stato un momento storico, un risultato che ancora dobbiamo metabolizzare e che ci carica di responsabilità perché dobbiamo salvaguardarlo e dimostrare di essercelo meritato, continuando a progredire e mantenendo vive le nostre tradizioni. Per questo vi chiedo di marciare, tutti, di pari passo per il bene della città e di santa Rosa”.

A conclusione dell’intervento, Mecarini, ha salutato il capofacchino Rossi, che era assente perché malato, e, assumendone le veci, ha richiamato i facchini in sala al grido di “Evviva Santa Rosa!”.

E’ stata, quindi, la volta dell’assessore comunale alla Cultura Barelli che ha letto le motivazioni del riconoscimento, sostenendo che il traguardo raggiunto è un “onore, ma anche un onere per il futuro”.

Sul tavolo degli interventi anche l’ex sindaco Giulio Marini che ha vissuto appieno il percorso del riconoscimento. “La concorrenza ci ha fatto tremare – racconta Marini -. Santa Rosa però ha compiuto il miracolo e mi ha guidato facendomi capire che dovevo affrontare, con gli altri, e in maniera decisa questo viaggio. Un traguardo raggiunto anche grazie alla collaborazione dei parlamentari di diversi colori che si sono uniti nel nome di Viterbo e di Santa Rosa. Dobbiamo essere tutti di un sentimento e non solo la sera del 3 settembre”.

A chiudere gli interventi il vicario generale della diocesi don Luigi Fabbri che ha portato il saluto della comunità ecclesiale che si “è unita alla gioia di questo importante risultato, arrivato dopo sette anni di impegno condiviso”.

Un momento storico che è stato celebrato con un evento altrettanto straordinario, ossia l’esposizione del cuore di santa Rosa che da tradizione esce solo il 2 settembre, in occasione della sfilata del corteo per le vie della città. Per tutto il pomeriggio, infatti, il cuore è rimasto esposto sull’altare circondato da un picchetto di facchini. Fino a quando poi ha fatto ritorno nella basilica.

Durante gli interventi sono stati proiettati anche dei video sul momento della proclamazione, sui precedenti trasporti e i servizi dedicati al riconoscimento. 

Tante le autorità presenti all’incontro. C’erano tra gli altri, Giuseppe Fioroni, i consiglieri regionali Daniele Sabatini e Riccardo Valentini, l’ex assessore Enrico Maria Contardo e il deputato Alessandro Mazzoli. Tra il pubblico anche Nello Celestini e Contaldo Cesarini.


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