Tarquinia – I fratelli Podda incatenati contro la Sat, società che sta realizzando l’autostrada Tirrenica.
Il loro casottino di formaggi è lungo il percorso ed è arrivato lo sfratto.
“Questa mattina – spiega Marzia Marzoli, del comitato di cittadini Per il bene di Tarquinia – Bernardo e Patrizio si sono incatenati all’arrivo della ruspa e di un altro mezzo per lo sgombero”.
Bernardo si è incatenato all’esterno e il fratello Patrizio all’interno del locale che si trova all’uscita di Tarquinia dell’autostrada Roma – Civitavecchia. Sono lì da venti anni.
Hanno trascorso la notte nel loro negozio e stamani sono passati ai fatti, legandosi con catene.
“Hanno ricevuto – ricorda Marzioli – uno sfratto esecutivo con un’ordinanza di sgombero”. Senza alternative per la loro attività commerciale. Da qui la clamorosa protesta. I due fratelli avrebbero anche minacciato di darsi fuoco nel momento in cui dovesse essere effettuato lo sgombro. I mezzi si stanno tenendo a distanza dalla costruzione, sul posto, oltre alla polizia, un folto gruppo di tarquiniesi.
“Come cittadini – continua Marzia Marzoli – siamo qui in loro sostegno e per ribadire la nostra contrarietà a un’autostrada che viene realizzata senza prevedere complanari per la popolazione locale. Nessuno ci ha pensato, non è stata prevista.
Quindi anche i residenti di Tarquinia per spostarsi dovranno pagare il pedaggio. Vogliamo far sapere a tutti il grosso problema che questo crea. E’ importante che si sappia. Abbiamo presentato esposti, l’ultimo alla Procura di Civitavecchia sottoscritto da 1300 persone, ricorsi al Tar.
Sat va avanti, ma se vogliono fare l’autostrada, prima pensassero alla viabilità alternativa. Ogni volta che eliminano un incrocio a raso, attività commerciali”.
Lungo il tracciato della Civitavecchia – Livorno in fase di realizzazione, altre attività come distributori di carburante sono già stati chiusi e demoliti per fare spazio all’autostrada.

