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Viterbo – L’investigazione? Si studia all’università della Tuscia.
Presentato questa mattina al rettorato il curriculum di studio del corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali, in “investigazioni e sicurezza”.
Il corso è organizzato da Elio D’Auria coordinatore del curriculum, da Egidio Perrone coordinatore del corso di scienze politiche investigazioni e sicurezza e da Vincenzo Cianchella consulente per le materie tecnico-operative.
Alla presentazione ufficiale erano presenti anche il rettore Alessandro Ruggieri e la direttrice generale Alessandra Moscatelli.
“Si tratta di un curriculum di studi quasi unico nel suo genere – dice il rettore Ruggieri -. Nell’organizzazione di questa nostra nuovo corso per gli iscritti come sempre abbiamo tenuti presente la relazione con il territorio e la possibilità di sbocchi lavorativi. perché le esigenze formative e occupazionali sono da sempre i nostri fari. E questo corso credo che sia davvero un buon volano per trovare lavoro. Lo sbocco professionale è interessante anche per giovani che vogliono intraprendere una carriera nel campo investigazione e sicurezza. Le figure che si andranno a formare sono quelle dell’investigatore privare e dell’informatore commerciale”.
Il corso è iniziato in autunno e nonostante le iscrizioni terminino il 31 dicembre, vanta già 55 iscritti, il 20% degli iscritti a scienze politiche.
“Significa che ha riscosso successo – spiega Alessandra Moscatelli – Grazie alla sinergia con le forze polizia,abbiamo aperto un percorso nuovo che poterà sicuramente vantaggi per tutti”.
Il corso entrerà nel merito solo tra due anni, quando gli iscritti a scienze politiche arriveranno al terzo anno e affronteranno la parte investigativa. Entrando nel cuore del crimine.
Le materie però, grazie alla collaborazione con il vicequestore Cianchella, sono già state preparata. Gli studenti affronteranno le prove di criminologia, medicina legale, genetica forense, balistica forense, tecniche e attività di polizia giudiziaria.
“Il curriculum in investigazione e sicurezza – dice Perrone – ha una multidisciplinarietà che va dalle discipline giuridiche a quelle manageriali, passando per quelle operative. Proprie perché il nostro scopo è quello di formare completamente uno studente con ambizioni di questo tipo”.
“L’idea – continua D’Auria – è quella di fornire qualificazione professionale a figure che finora per una serie di ragioni non hanno avuto un titolo di studi. Oggi in base alla nuova legge i titolari delle agenzie di investigazioni devono avere una laurea. Noi creiamo le competenze. E inoltre con questa laurea si può fare concorso per entrare nelle forze di polizia”.
Gli iscritti finora sono 55, l’obietto per il prossimo anno è raddoppiare questo numero e portare a cento gli studenti.
“Noi vogliamo dare taglio pratico – commenta infine Cianchella – alle materie tecnico operative. La dimostrazione c’è stata nel primo seminario scena del crimine taglio. Formeremo soggetti che una volta usciti dall’università abbiano conoscenze investigative”.
Oltre alle forze di polizia che voglio fare carriera o ai ragazzi che pensa di fare il concorso, il nuovo corso è rivolto anche a tutti coloro che vogliono diventare investigatori privati o informatori commerciali.
Maria Letizia Riganelli




