Viterbo – (m.l.r.) – Anche gli studenti alzano la voce.
Dopo i forconi è la volta degli studiosi. L’onda lunga delle protesta che sta scuotendo le piazze e gli istituti scolastici di tutta Italia arriva anche nella Tuscia. E come funghi spuntano istituti occupati o autogestiti.
Il primo a dare segnali di insofferenza, nei giorni scorsi, è stato il liceo di Tuscania dove i ragazzi in assemblea hanno deciso di mettere presto in pratica iniziative di protesta.
Sono passati dalle parole ai fatti gli istituti superiori viterbesi Santa Rosa e Paolo Savi. E se il primo è partito con l’occupazione, il secondo invece punta tutto sull’autogestione.
Forme di protesta che per il momento dureranno appena una qualche giorno. Visto che da sabato studenti e professori torneranno a casa per le vacanze di Natale.
I motivi dell’alzata di scudi degli studenti sono la netta contrarietà al patto stabilità del governo delle larghe intese e al taglio dei fondi alla scuola pubblica.
Intanto i dirigenti scolastici, secondo la prassi, hanno informato la questura.







