Oriolo Romano – E’ iniziato ieri mattina il processo per la rapina a mano armata alla banca di Oriolo Romano.
Gli imputati sono due quarantenni napoletani: Marco Fusaro e Carlo De Rosa. Parte civile la filiale Bcc di Oriolo.
L’assalto all’istituto di credito risale al 9 settembre 2005: individui a volto coperto vi fecero irruzione minacciando i dipendenti allo sportello, per poi farsi consegnare 87mila euro.
L’indagine “Red light” dei carabinieri della compagnia di Ronciglione, all’epoca coordinati dal capitano Antonio Viola, culminò con dodici ordinanze di custodia cautelare. In dieci sono attualmente in attesa di giudizio a Civitavecchia per associazione a delinquere finalizzata alla rapina a mano armata, mentre davanti al tribunale viterbese sono rimasti Fusaro e De Rosa.
Monitorando le foto scattate da un semaforo del paese, i militari si accorsero che una Fiat Punto era passata col rosso subito dopo il colpo in banca. La macchina era seguita da una Toyota e da una Ford Fiesta. Da successivi accertamenti, risultò che la Punto apparteneva a De Rosa, già all’epoca pluripregiudicato. Intuendo che i passeggeri potevano essere gli autori della rapina, gli investigatori piazzarono delle microspie nell’auto. In questo modo, riuscirono a scoprire il prossimo obiettivo: il colpo in una banca a San Marco Argentano (Cosenza) sventato dai carabinieri del posto su segnalazione dei colleghi di Ronciglione.
De Rosa è stato estradato e portato al carcere di Rebibbia il 28 novembre scorso. A suo carico, il tribunale di Viterbo aveva spiccato un mandato di arresto europeo nel 2006, proprio in coincidenza dell’operazione “Red light”. Latitante per anni, si era trasferito in Spagna, dove era stato arrestato sempre per rapine in istituti di credito iberici e condannato a dodici anni dai tribunali di Madrid, Granada, Malaga e Alicante.
Alla prima udienza di ieri il pm Paola Conti, titolare delle indagini, ha chiesto di acquisire gli ulteriori provvedimenti emessi a carico di De Rosa oltreché dall’autorità straniera, anche dai tribunale di Cosenza e Castrovillari.
A marzo, l’ascolto dei primi testimoni.
