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Riconoscimento Unesco, i sindaci convocati dal ministro Bray

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Il ministro dei Beni culturali Massimo Bray

Il ministro dei Beni culturali Massimo Bray

Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni 

Viterbo – Convocati dal ministro Massimo Bray.

I sindaci di Viterbo, Nola, Sassari e Palmi sono stati invitati al ministero dei Beni culturali per il 14 gennaio. In ballo ci sono le iniziative che dovranno mettere a frutto il fatto che l’Unesco ha riconosciuto la rete delle grandi macchine a spalla italiane come patrimonio dell’umanità.

Le quattro manifestazioni, Macchina di santa Rosa, Gigli di Nola, Varia di Palmi e Candelieri di Sassari, ora possono tentare, anche grazie al ministero, di dare un risvolto concreto al riconoscimento.

Per la verità la macchina di santa Rosa e Viterbo ne hanno avuto già un significativo vantaggio con i grandi media nazionali che hanno fatto importanti servizi sul trasporto. Con milioni di persone che hanno potuto ammirare il trasporto della macchina nei tg nazionali più importanti. Come dire che una volta tanto la lobby viterbese ha fatto breccia.

Ora si tratta di impostare iniziative di più lungo respiro. E sembra che il ministro Bray sia intenzionato a dare una mano e coordinare il tutto.

“Ora – spiega Beppe Fioroni che ha sollecitato l’intervento del ministro – bisogna dare dei risvolti concreti al riconoscimento dell’Unesco. Che è un fatto storico di grande portata, ma che non può e non deve finire qui”.

Diversi i punti che possono essere sviluppati.

“Intanto c’è un fattore di scala – continua Fioroni -. Un conto è l’investimento pubblicitario che può fare una città da sola. Altra questione quattro città insieme, magari coordinate dal ministero e con il suo appoggio.

Penso a pubblicità mirate nei grandi aeroporti italiani e europei. Nei porti. Si tratta di dare vita a un circuito di pubblicità e informazione che coinvolga le quattro città. Perché non pensare che quando c’è una delle quattro manifestazioni i turisti possano vedere anche le altre?Questo con dei grandi schermi nelle piazze. Ma anche i più tradizionali depliant. Insomma va creata una rete informativa – pubblicitaria”.

C’è poi la possibilità di approfondimenti.

“Penso – continua Fioroni – a momenti di studio. Convegni che permettano di approfondire le radici di manifestazioni che hanno elementi in comune. In questo devono essere impegnate le università locali. Penso all’Unitus, l’università di Sassari, la Federico II di Napoli, quella di Reggio Calabria. Va sviluppata una analisi storica – culturale di queste straordinarie tradizioni che sono diventate patrimonio immateriale dell’umanità”.

Infine il turismo. “Vanno creati pacchetti turistici su base storico-culturale che possano essere appetibili per l’estero – sostiene l’ex ministro –. Bisogna agganciare al riconoscimento dell’Unesco gli altri aspetti delle varie città che possano attirare turisti. Per la Tuscia penso agli etruschi, per esempio”.


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