Viterbo – Successo per l’edizione straordinaria della manifestazione “In cammino sulle vie dell’esilio di Santa Rosa”, organizzata dall’associazione Take Off, che quest’anno, oltre alla consolidata uscita di rito del mese di settembre, si è tenuta anche il 4 dicembre, in occasione del 763esimo anniversario dell’esilio della santa patrona della città di Viterbo iniziato, secondo le fonti storiche più autorevoli (descritto anche sulla Vita I), il 4 dicembre 1250 (fotocronaca).
Un itinerario naturalistico religioso di rara bellezza tra boschi, sorgenti e castelli medioevali.
Un gruppo di 51 partecipanti coraggiosi, infatti, che sarebbero partiti anche in caso di pioggia vento o neve, così era stato deciso, ha dato vita ad una passeggiata meravigliosa, lungo un percorso unico nel suo genere, in una giornata invernale piena di sole, che fa riscontrare anche alcuni record a livello di tempi di percorrenza con una distanza totale, tra Viterbo e Soriano nel Cimino, di 17 chilometri e 120 metri effettuata in 5 ore e 40 minuti, comprese alcune soste “tecniche” fatte nei punti di ristoro (parco dell’Arcionello e sorgente Acquaspasa) e di interesse storico (chiesetta della Trinità) all’interno dei boschi. Una velocità media di 3 chilometri all’ora con un dislivello di altitudine che va da 371 metri slm (a Viterbo) a 792 metri slm (sul Monte Cimino) e 509 metri slm (a Soriano nel Cimino).
Alla partenza da Viterbo la benedizione impartita da padre Agostino Mallucci ofm con la reliquia di San Francesco d’Assisi. Presenti, tra gli altri, l’assessore comunale Alvaro Ricci, il presidente della Banca di Viterbo avvocato Luigi Manganiello, il giornalista romano Gianfranco Lelmi autore dell’interessante sito della Roma Nord e due rappresentanti dei cavalieri del soccorso della città di Viterbo, Paolo Matteucci e Roberto Brugiotti, che svolgono un’opera che trae fondamento principalmente sulla volontarietà, carità e disponibilità gratuita di soccorritori qualificati e che hanno seguito i partecipanti lungo tutto il percorso.
Durante la camminata momenti di riflessione per comprendere il sacrificio che fece Santa Rosa, gravemente malata, nel tratto di circa 17 chilometri a poco più di due mesi dalla sua morte avvenuta il 6 marzo 1251.
Soddisfazione, tra i presenti, anche per la contemporaneità del riconoscimento, da parte dell’Unesco nella lontanissima Baku in Azerbaigian, del Trasporto della Macchina di Santa Rosa come patrimonio immateriale dell’Umanità.
Un incantevole e affascinante itinerario francescano organizzato quasi interamente all’interno dei sentieri nei boschi dei Monti Cimini.
All’arrivo, nella piazza Vittorio Emanuele di Soriano nel Cimino, tutti affaticati ma soddisfatti, brindisi offerto da Anna e Angelo Taddei, custodi della “Cuna di Santa Rosa”, anfratto roccioso dove per trasmissione orale si ricorda si sia riparata la giovane Rosa durante la sua permanenza nel paese.
Per il ritorno a Viterbo tutti insieme sul simpatico trenino “panoramico” Met.Ro. (ex Roma Nord) che ha registrato un “pienone” inusuale all’interno delle carrozze.
Tra gli organizzatori sono: Franco Brenci, Paolo Cappelli, Silvio Cappelli, Sergio Giacomelli, Mario Latilla, e Carlo Maria Scipio.
Numerosi, tra i camminatori, gli assenti giustificati, per motivi di lavoro o altro, che hanno voluto comunque far arrivare in qualche modo ai partecipanti un messaggio di solidarietà e di incoraggiamento.

