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Viterbo – Semo tutti de ‘n sentimento. E ci si prepara per il trasporto straordinario con il papa.
Dopo l’ufficializzazione di qualche giorno fa, lo si grida anche più di prima. La macchina di santa Rosa è patrimonio immateriale dell’umanità. Riconoscimento ottenuto insieme alle manifestazioni di trasporto di macchine a spalla di Nola, Sassari e Palmi.
“Ora Viterbo è un orgoglio per la nazione – afferma euforico il sindaco Michelini durante il racconto della giornata a Baku, in Azerbaigian -. Il riconoscimento del trasporto della Macchina di santa Rosa è una grande risultato di tutta la città, un risultato che ha un valore internazionale, un patrimonio che va tutelato.
Ma non voglio prendermi tutto il merito – precisa -. Il grazie va alle amministrazioni precedenti che dal 2006 si sono impegnate per raggiungere questo risultato”.
La macchina di santa Rosa, che ha ricevuto il riconoscimento nella rete delle grandi macchine a spalla insieme ai Gigli di Nola, la Varia di Palmi e i Candelieri di Sassari, deve essere un vanto per Viterbo.
“Tutto questo – sottolinea Michelini – deve portare benefici alla nostra comunità, a livello di città e a livello di nazione”.
“Siamo arrivati alla meta – sono invece le parole del presidente del Sodalizio dei facchini, Massimo Mecarini, reduce dall’intervista a Uno Mattina -. Sette delle proposte a Baku non hanno avuto pareri divergenti. E fra queste sette c’era anche la nostra macchina. E’ bello vedere che la tradizione resiste al tempo e alla globalizzazione”.
Ma il grande risultato conseguito dalla macchina di santa Rosa non deve fermarsi qui.
“L’auspicio – spiega ancora Mecarini – è che questo non sia solo un traguardo, ma un punto di partenza per portare Viterbo nel mondo e dargli la giusta ribalta a livello internazionale.
Oltre alla salvaguardia del riconoscimento – sottolinea – bisogna saperlo sfruttare a livello economico, culturale e nell’ambito di iniziative di solidarietà”.
Gli fa eco l’assessore alla cultura Barelli.
“Con l’esperienza a Baku si è avuta l’impressione di aver portato un pezzetto di Viterbo oltre le mura e oltre i confini. Speriamo che questo sia solo l’inizio per portare Viterbo a un’attenzione nazionale e internazionale”.
Ma ci sarà o non ci sarà il fatidico trasporto speciale della macchina di santa Rosa?
“E’ un’ipotesi che stiamo valutando positivamente” afferma il sindaco senza volersi sbilanciare troppo.
Ma visto che il 27 maggio 2014 ricorrono i trent’anni della visita di papa Wojtyla e del trasporto eccezionale “un evento straordinario andrebbe fatto”.
E perché no, magari invitando papa Francesco.
“Avevo scritto una lettera per invitarlo al trasporto del tre settembre. Se dovesse esserci il trasporto straordinario, anticiperemo l’invito” afferma Mecarini.
“Rivolgeremo un invito insieme al riconoscimento Unesco, visto, ovviamente, l’aspetto religioso e la grande devozione che c’è verso la santa. E questo potrebbe coinvolgere anche la massima autorità della chiesa”.
Elisa Cappelli






