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“Un caldo eccessivo alla sala regia e qualche screpolatura…”

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L'inaugurazione del festival delle luci

L’inaugurazione del festival delle luci 

L'inaugurazione del festival delle luci

L’inaugurazione del festival delle luci 

La Flagellazione con i riflessi delle luci

La Flagellazione di Sebastiano Del Piombo con i riflessi delle luci 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’altro ieri pomeriggio sono riuscita a “scendere” in città per vedere le mirabilia natalizie.

Lasciata la macchina a Pianoscarano, salgo da via Gemini per arrivare a piazza San Pellegrino: alle 17,30, già buio, catafalco a coprire ignobilmente i meravigliosi archi, ma tutto spento, luci comunali comprese, per cui il buio regnava sovrano. Pensiamo di dirigerci a piazza del Comune, passando per santa Maria nuova, per goderci le opere del Balletta, del Pastura e di Matteo Giovannetti: sta per iniziare la messa e allora, via verso il Comune.

Già da via San Lorenzo ci arriva il rumore di una musica sgradevole, non certo adatta al periodo e a quanto, nelle sacre stanze, è esposto. Bello l’albero luminosissimo, anche se, relegato in un angolo (a differenza di quando, lo scorso anno, essendo al centro della piazza, era uno spettacolo già da Fontana Grande e via Cavour) risulta sottodimensionato.

Ed ecco apparire le proiezioni sulla facciata di palazzo dei Priori. Immagini deformate che sono negativamente propedeutiche a quanto sarà visibile nella sala Regia. Arrivata sopra, si avverte un caldo soffocante: la stupenda sala, che da sola varrebbe una visita da parte dei nostri concittadini in primis e poi dei turisti (che, comunque, probabilmente la conoscono meglio dei viterbesi), è sacrificata nella sua visione d’insieme dai “sarcofagi” che ospitano le opere di Sebastiano del Piombo.

Proprio un anno fa, in occasione della consueta apertura gratuita dei musei, avevamo ammirato la Pietà di Sebastiano del Piombo nella sua sede naturale, dove da anni è ospitata in una stanza appositamente allestita per metterla in risalto (a proposito, ma come fa Barelli ad asserire che le ha “tolte dagli scantinati dove si trovavano tra la polvere”? Ma era mai entrato al museo civico Luigi Rossi Danielli che le ospitava? Da come si è espresso, si direbbe proprio di no). Guardando gli affreschi della sala, abbiamo notato che iniziano a screpolarsi. Forse questo caldo eccessivo non giova: non è che si dovrà, a breve, procedere ad un nuovo restauro a carico della collettività?

Certo che se il sindaco, invece di occupare come novello Re Sole la sala rossa e quella delle colonne avesse continuato a lavorare dove era stato il suo predecessore (tra l’altro, con splendido affaccio sulla piazza del Plebiscito), le opere avrebbero potuto essere lì ospitate, lasciando libera per la godibilità dei visitatori la sala Regia e dando maggiore risalto alle opere di Del Piombo.

In alternativa si sarebbero potute collocare alla Rocca Albornoz, dove avrebbero potuto godere di sala ampia e ben climatizzata, con un Museo degno di tale nome che offre tutti i crismi per la fruibilità da parte dei disabili e che avrebbe evitato di far cozzare, non evidenziandole come doveroso, due meraviglie: gli affreschi della Sala Regia e le tavole di Sebastiano.E il tutto avrebbe comportato una notevole riduzione dei costi.

A meno che, a pensar male talvolta ci si indovina, come diceva il buon Andreotti, il fatto di averle messe in sala Regia non abbia intenzionalmente voluto essere una sorta di “Panem et circenses, come Giovenale proclamava nelle sue “Satire”…

Lasciato palazzo dei Priori (scale ripulite dal guano dei piccioni), ci dirigiamo verso piazza del Gesù: la fontana in qualche modo è messa in risalto, ma l’insieme non è bello. Lione, dove sei? Lì le luci scendono dall’alto, in verticale, qui c’è un appiattimento per queste immagini che giungono in orizzontale.

A piazza del Duomo lo spettacolo è gradevole, con proiezioni meno colorate e psichedeliche, anche se a mio parere il campanile bastava lasciarlo con le sue luci interne e consuete per fare spettacolo! Sorvoliamo su piazza San Carluccio e le sue luci da discoteca… tiremm innanz!

E rieccoci a San Pellegrino: lo spettacolo è in corso, le immagini sulla facciata della chiesa (con la porta aperta sono trasformate e alterate) della storia della bella Galiana fanno ridere. Ci sono due bambini che le identificano con i fumetti giapponesi, il che è tutto dire!

Non sono arrivata a piazza Fontana Grande, ma ci sarà tempo, come spero ci sarà tempo, per gli artefici di quella che Alfonso Antoniozzi ha definito una “pecionata”, di ripensare a queste iniziative per un prossimo futuro, considerando che tanti soldi non giustificano le spettacolo offerto che sarebbe certamente stato più appagante se si fosse puntato a qualcosa di simile a quanto fatto a Pianoscarano la sera del 21 scorso, dove, con pochi soldi, è stato offerto uno spettacolo ai viterbesi che lo hanno vissuto come loro, con la magia che da quelle luci soffuse scaturiva, con una partecipazione ampia e condivisa, che li ha fatti sentire parte integrante del tessuto cittadino.

Questo deve essere, e non mostre raffazzonate o spettacoli di Lum In Aria di cui, al di là delle mura cittadine, nessuno sa nulla perché la promozione è stata…zero!

Maria Rosetta Virtuoso

 


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