Viterbo – Trasporto della Macchina di santa Rosa patrimonio immateriale dell’Umanità. C’è il sì dell’Unesco. Un percorso cominciato sette anni fa arriva a compimento. In Azerbaigian, a Baku, la commissione ha dato il proprio parere positivo alla Rete di grandi macchine a spalla, che oltre a quella di santa Rosa, comprende i Gigli di Nola, la Varia di Palmi, i Candelieri di Sassari.
Alle 15.46 è arrivato il parere positivo
I primi a festeggiare sono stati il sindaco Leonardo Michelini, il presidente del Sodalizio Facchini Massimo Mecarini e l’assessore alla Cultura Giacomo Barelli, che hanno partecipato ai lavori per la delegazione italiana, mentre a Baku da Viterbo sono partiti insieme ad altri due rappresentanti del Sodalizio, Aspromonte e Moneti.
Particolarmente emozionante l’arrivo alla discussione del progetto delle Macchine. Il numero sedici in scaletta, ma quello precedente, proposto dall’Iran, molto contrastato e alla fine respinta, ha fatto sì che il dibattito si prolungasse, tenendo sulle spine i viterbesi in sala. Nel frattempo Mecarini da Baku scaldava i viterbesi: “Pronti con la festa, fate i caroselli come al Mondiale”.
Ed è stato sempre Mecarini, attraverso Facebook a dare per primo la notizia con un piuttosto esaustivo messaggio: “E’ approvataaaaa”. Seguito da un altrettanto eloquente: “Evviva santa Rosa”. Rigorosamente a lettera cubitali.
“In questo momento di grande gioia per tutti noi – è la dichiarazione a caldo del sindaco Leonardo Michelini – mi preme sottolineare l’importanza della Rete italiana delle grandi macchine a spalla, che unisce eventi diversi l’uno dall’altro, eppure con molti tratti in comune.
La presenza di quattro identità differenti non è stata un limite nella realizzazione di questo progetto, ma si è rivelata una grande opportunità, perché anche in virtù di questo è arrivato il meritato riconoscimento dell’Unesco.
Tutto ciò assume per noi un enorme valore simbolico: l’Italia delle differenze e delle particolarità, quando si organizza e si coordina, può raggiungere obiettivi esaltanti. L’evento della Macchina di Santa Rosa, nel corso della sua lunga storia, ha coniugato una molteplicità di aspetti rilevanti.
A cominciare da quello religioso, rappresentato dal trasporto della statua e del Cuore di Santa Rosa.
Ma va sottolineato anche il folclore dato dal clima di gioia che viene vissuto dalla città in occasione della Festa. Infine, mi preme rimarcare l’elemento della tradizione, incarnato dagli oltre cento facchini.
Sono loro la parte viva del trasporto della Macchina e grazie alla loro forza, al loro impegno, al loro sacrificio vero, fatto di tanta fatica, ogni anno viene portato a compimento qualcosa di davvero grande e unico che ritengo sia giusto definire miracoloso”.
La candidatura di Viterbo e le altre tre realtà, su un totale di 31 e faceva parte delle sette a non avere pareri divergenti.
A proclamazione avvenuta, ha preso la parola la delegazione italiana, con un piccolo disguido. Un microfono non funzionava e il tavolo di presidenza ha dovuto chiamare i rappresentanti del Belpaese più volte.
Un lungo applauso ha sottolineato la decisione del Committee intergovernativo, preceduta dagli interventi dell’ambasciatore d’Italia in Azerbaijan, Giampaolo Cutillo e di Patrizia Nardi, coordinatrice della Rete italiana delle grandi macchine a spalla e responsabile del progetto di candidatura. Alla riunione del Comitato intergovernativo di Baku era presente anche la funzionaria dell’ufficio Patrimonio Unesco del Ministero dei Beni e delle attività culturali, Stefania Baldinotti.
Ad affiancare i vertici dell’organismo del nostro Paese sono stati i rappresentanti istituzionali di quasi tutti i territori interessati, oltre alle delegazioni delle quattro comunità locali, che hanno partecipato a un evento dalle forme rigorose, ma caratterizzato anche da un clima di cordialità, capace di esprimere una delle principali finalità dell’Unesco: favorire, attraverso la cultura, il dialogo e il pacifico confronto tra i popoli.
Con il successo ottenuto quest’oggi a Baku arriva a compimento un processo avviato nel 2005 con l’ambizioso progetto di Patrizia Nardi, fondato sulla valorizzazione e messa a sistema delle comunità delle grandi macchine a spalla italiane.
La proposta di candidatura della Rete fu validata nel 2011 dall’ufficio Patrimonio Unesco del ministero dei Beni e delle attività culturali, che istruì la pratica, e l’anno seguente fu l’unica indicata dalla Commissione nazionale italiana per l’Unesco alla selezione degli organi internazionali.
Dopo la conferma del presidente della Commissione (“Approved!”) e il colpo di maglio, si è assistito a scene di grande gioia all’interno del salone dell’albergo di Baku scelto dall’Unesco, con il lungo e commosso abbraccio tra i rappresentanti di Nola, Palmi, Sassari e Viterbo. E contemporaneamente i festeggiamenti sono iniziati nelle quattro città che da oggi custodiscono un Patrimonio dell’Umanità.
Adesso la festa da Baku si sposterà a Viterbo, l’8 dicembre in collegamento con le altre realtà che fanno parte della Rete, poi con un consiglio comunale straordinario e altri festeggiamenti per coinvolgere tutta la città.









