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“Vogliamo fare il nostro mestiere: organizzare eventi di cultura”

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Michele Pepponi

Michele Pepponi

Anna Marchesini

Anna Marchesini

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo uno comunicato da Fondazione Caffeina in forma di articolo. Va sottolineato, essendo il comunicato scritto in modo anomalo, che anche ciò che si trova fuori del virgolettato va attribuito, appunto, a Fondazione Caffeina – “Organizzare eventi culturali e farlo in un certo modo è questo, e solo questo, l’obiettivo della Fondazione Caffeina”.

A spiegarlo è Michele Pepponi in apertura dell’evento di Anna Marchesini di domenica 22 dicembre al Teatro San Leonardo. Specificazione dovuta, dopo le polemiche che da giorni investono la Fondazione e il suo operato.

Sempre più in discussione, ormai, il futuro del festival estivo, mentre si fa largo l’idea di organizzare eventi al di fuori della città. Nella Provincia, in Val D’Orcia, per esempio, dove ci sono ottime possibilità e ottimi rapporti con le amministrazioni locali.

“Io ho il diritto-dovere – aggiunge il presidente Pepponi – di tutelare i quasi 550 soci, tra fondatori e sostenitori, e chi lavora per la Fondazione per perseguire gli scopi della Fondazione stessa. Non è più possibile assistere in silenzio agli attacchi divenuti quasi quotidiani. Di cosa dovremmo difenderci? Di organizzare eventi come quello di oggi o di proporre iniziative che possono rispondere alle indicazioni del pubblico?”.

Tornando alla Marchesini. Quello di domenica è stato un evento importante. Oltre settecento persone hanno assistito alla presentazione del libro “Moscerine”.

Molti sono arrivati in anticipo, per essere certi di avere un posto in prima fila. La Marchesini, grande attrice, grande artista, grande donna, ha fatto, come da sempre, divertire, con quell’ironia che è il suo dono di natura. Ha fatto anche emozionare, commuovere, quando ha dichiarato di essere così attaccata alla vita da essere disposta persino a parlare di morte.

Il pubblico le ha dato calore, quel calore che fa vivere “la vita che vive dentro di me” come lo ha chiamato lei. Per ricambiare l’affetto dimostrato dagli spettatori, Anna ha passato più di un’ora a firmare e a scrivere dediche sulle copie del suo libro.

A tutti ha dedicato tempo, sorrisi, parole gentili, battute. E il pubblico l’ha amata. Per una volta ancora.

L’evento di domenica al san Leonardo è stata una bella risposta della Fondazione alle critiche arrivate nei giorni scorsi.

“Vogliamo continuare a fare solo il nostro mestiere, cioè organizzare eventi di cultura – ha ribadito il presidente – nient’altro, a parte questo”.

Fondazione Caffeina Cultura

 


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