Viterbo – (f.b.) – “Abbiamo visto partite migliori, ma l’importante è stare lassù”.
C’è un po’ d’amaro in bocca nelle parole del presidente della Viterbese Vincenzo Camilli. Ma è un amaro sopportabile visto che arriva dal gradino più alto della classifica, quello che la sua squadra continua a condividere con il Rieti anche dopo una prestazione tutt’altro che positiva in casa contro il Villanova.
“E’ stata una partita combattuta – dice Camilli -. Ci siamo trovati di fronte a una squadra molto organizzata che non lasciava spazi d’azione. Non a caso è quella con la miglior difesa del girone A. Però se è vero che alla fine è il risultato che conta direi che va bene così”.
La vittoria, del resto, c’è stata. Anche se a pochi minuti dal termine e dopo più di un’ora senza quasi tiri un tiro in porta.
“Penso che di sfortuna ne abbiamo avuta anche troppa in questi mesi – continua -. Se per una volta ci dice bene, meglio così. Questo primo posto ce lo siamo meritato con la continuità dei risultati positivi iniziata a settembre, non con gli ultimi tre punti strappati al Villanova”.
Che poi, a onor del vero, la Viterbese più che vergognarsi di qualcosa, dovrebbe anzi chiedere il conto di un arbitraggio, per l’ennesima volta, sfavorevole e confusionario.
“Non voglio parlare di arbitraggi – commenta Vincenzo Camilli – altrimenti sembra sempre che mi devo lamentare di qualcosa. Chi ha visto la partita si è fatto un’idea. Io parlo dei miei ragazzi e della loro prestazione. Basta con le polemiche che non portano a nulla”.
Tornando quindi alla prestazione, qualche orecchio da tirare c’è. Vegnaduzzo e Polani non si sono visti praticamente mai. La difesa ha permesso al Villanova di arrivare con troppa facilità a un passo dalla porta. Insomma se non ci fosse stato uno strepitoso Boccolini tra i pali, quei tre punti starebbero da un’altra parte.
“Non ci hanno fatto giocare – conclude Camilli – e sono stati bravissimi in questo. Certo qualche colpa l’abbiamo anche noi che forse ci siamo “impauriti” o comunque infastiditi da una serie di situazione che poi hanno creato nervosismo e poca aggressività. Però, torno a ripetere, siamo a metà percorso e siamo in vetta. Speriamo in un girone di ritorno più tranquillo, se non altro perché conosciamo già meglio i nostri avversari. Non ci serve altro”.
