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Vallerano – Questa mattina a Vallerano grazie all’interessamento del gruppo archeologico Francesco Orioli, ha avuto finalmente inizio la collaborazione scientifica con l’Università della Tuscia dipartimento Beni culturali di Viterbo, finalizzata alla realizzazione di un progetto di conoscenza e valorizzazione del territorio comunale di Vallerano, in particolare del complesso rupestre di san Leonardo in località La stufa.
Tali attività, rivolte alla conoscenza della storia e della cultura degli insediamenti dell’Alto Lazio, rientrano nella didattica dell’insegnamento di archeologia medievale, professoressa De Minicis coadiuvata dall’archeologo Giancarlo Pastura, e permettono una maggiore formazione sul campo degli studenti universitari.
Prima di avviarsi il gruppo di circa 20 studenti universitari ha ricevuto il benvenuto dal sindaco Maurizio Gregori e dalla consigliera Manola Erasmi, per recarsi poi al sito di San Leonardo dove hanno iniziato le rilevazioni e gli studi del luogo.
Le grotte di San Leonardo sono un “insediamento monastico rupestre, situato su un poggio collocato tra il rio di San Leonardo e il rio della Stufa, dove si erge una prominenza tufacea in cui è scavato un abitato molto articolato, a vari livelli con ambienti cui si accede attraverso scale dall’alto e dal basso attraverso aperture con cavità semicircolari o a bocca quadrata.
Vi sono i resti di una chiesa monoaulata, con tre pareti ricavate dal banco tufaceo, con abside centrale, la cui curvatura è rotta al centro da alcuni gradini che conducono alla sommità del banco roccioso”, come scrive G. Scardozzi in Ager Ciminus. Il complesso viene interpretato come insediamento monastico del XII e XIII secolo.
Bertini Calosso ipotizza che sia appartenuto all’ordine dei benedettini.




