Viterbo – “Anche noi eravamo aperti durante le festività”.
Dopo Michele Uselli, di Caffè delle arti e Labirinto, arriva una nuova risposta a Francesca Mori.
La signora aveva scritto ieri alla redazione per segnalare la morte sociale del centro il primo dell’anno. “Non c’è stato modo di prendere un caffé o una cioccolata calda – scriveva la signora Mori nella sua email – in quanto tutti, e dico tutti, i bar del centro erano chiusi”.
Le risponde Simone Rufino dell’Happiness Caffè di via Saffi: “Noi eravamo aperti la vigilia, a Natale, il 31 gennaio e il primo dicembre – spiega il titolare -. Ci dispiace sentir dire che tutti i bar erano chiusi, perché non è vero. Abbiamo lavorato anche sotto le feste proprio per dare un servizio a turisti e clienti abituali”.
Anche domani, 6 gennaio, sarà un’altra giornata di lavoro. Come sempre, del resto. Dal lunedì alla domenica no stop, sette giorni su sette. “Non vogliamo entrare in polemica – conclude Rufino – ma ci tenevamo a sottolineare che, nonostante fosse festa anche per noi e per le nostre famiglie, abbiamo tenuto il bar aperto proprio per non creare disagi alla città. Perché non si dicesse che il centro era morto. Via Saffi, effettivamente, era un po’ un mortorio con i negozi tutti chiusi… ma noi abbiamo fatto quel che potevamo”.
