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Autopsia su Catalani, oggi l’incarico al medico legale

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Il luogo sul lago di Vico dove è stato trovato il corpo del professore Leonello Catalani

Il luogo sul lago di Vico dove è stato trovato il corpo del professore Leonello Catalani

Leonello Catalani

Leonello Catalani

Leonello Catalani
Leonello Catalani

Soriano nel Cimino – Sarà nominato oggi il medico legale per l’autopsia su Leonello Catalani, il professore scomparso a novembre da Soriano nel Cimino.

La eseguirà il professor Costantino Ciallella, dell’università La Sapienza di Roma.

L’incarico sarà affidato stamattina alle 10 in procura. Il medico legale concorderà col pm Renzo Petroselli la data dell’autopsia – che potrebbe essere eseguita a Roma – e i tempi entro i quali consegnare la sua relazione. 

Il cadavere dell’architetto 54enne, insegnante all’istituto d’arte Midossi di Civita Castellana, è stato ritrovato la mattina del primo dell’anno. Era in acqua, a trenta centimetri dalla riva del lago di Vico, a Caprarola, in una zona non lontana dal centro studi Monte Fogliano. Sono stati alcuni fotografi del gruppo Photo Amateurs di Caprarola a notare il corpo galleggiare tra le canne.

Dell’archietetto si erano perse le tracce a metà novembre.

Nessuno lo aveva più visto a Soriano, paese in cui viveva da sempre. Solo, senza moglie né figli, perché non si era mai sposato. Domenica 17 novembre i fratelli lo aspettavano a casa per il pranzo. Ma a quel pranzo Catalani non si è mai presentato.

Una scomparsa che è stata fin dall’inizio un enigma per i carabinieri di Soriano e del nucleo investigativo di Viterbo. Un rompicapo che non si scioglie neanche ora che il corpo del professore è riaffiorato dalle acque del lago. 

Tanti gli interrogativi su una morte ancora inspiegabile.

Il professore aveva addosso tutti gli effetti personali mai trovati finora, come le chiavi della macchina. Era completamente vestito. Solo le scarpe non sono state trovate.

Resta un mistero come il suo corpo sia arrivato fino a quella zona del lago, frequentata dai fotografi, ma soprattutto dai cinghiali. In caso di suicidio, potrebbe essere stato trascinato dalle correnti. Altrimenti ogni scenario diventa possibile.

Il pm Petroselli, titolare fin dalla prima ora del fascicolo sulla scomparsa del professore, cerca risposte nell’autopsia. Vuole ricostruire precisamente la dinamica della morte. Sapere per quanto tempo il corpo del professore è rimasto in acqua. Tanto, a giudicare dall’avanzato stato di decomposizione del cadavere. E soprattutto, va appurato se è successo qualcosa prima che Catalani sparisse nel lago.

La sua Peugeot 206 azzurra è stata ritrovata in un parcheggio a San Martino al Cimino. Su quella macchina, i carabinieri aspettano ancora l’esito delle analisi tecniche dei Ris.

Per raggiungere il lago l’architetto deve aver macinato almeno dieci chilometri a piedi. Era lucido, mentre percorreva quel lungo tragitto? Gli esami tossicologici accerteranno se era sotto l’effetto di non meglio precisate sostanze.

Oppure gli ha dato un passaggio qualcuno? Magari una persona con cui poteva avere appuntamento nel parcheggio in cui ha lasciato la Peugeot?

Dalle prime, sommarie analisi il cadavere non presenterebbe alcun segno evidente di violenza, né di trascinamento. Eventuali lesioni agli organi interni saranno visibili solo con l’autopsia. Qualora emergessero, si aprirebbero nuovi scenari sulla misteriosa morte di quel professore tranquillo e benvoluto dai suoi alunni. 

Per ora, comunque, l’ipotesi più accreditata per gli investigatori resta quella del suicidio. Almeno finché non emergeranno nuovi elementi.

Stefania Moretti


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