Viterbo – Crollo Bmw, processo d’appello al via.
Inizierà il 27 gennaio il nuovo capitolo del processo per il crollo alla Bmw di Viterbo.
Il 23 aprile 2004 il solaio della concessionaria sulla Cassia Nord cedeva, seppellendo sei operai. Sotto le macerie morì Fabrizio Feuli, meccanico civitavecchiese di 23 anni.
Per sette persone si aprì il processo per lesioni, omicidio e disastro colposo. A giudizio finirono il titolare della Bmw Fabio Lonardo, gli architetti Giovanni Cardarelli e Paolo Taurchini, coordinatore della sicurezza. E poi, ancora, l’ingegnere Giuseppe La Grutta, i titolari dell’azienda civitavecchiese Euroedilizia Simonetta e Luigi Vespignani e il subappaltatore Eraldo Di Giacomoantonio.
Un processo lungo e combattuto, la cui nuova tranche arriva a tre anni di distanza dalla sentenza di primo grado. Il giudice del tribunale di Viterbo Italo Ernesto Centaro condannò a tre anni e otto mesi i fratelli Vespignani e gli architetti Cardarelli e Taurchini per tutti i reati. Tre anni a Fabio Lonardo ed Eraldo di Giacomoantonio per lesioni e omicidio colposo.
Assolto solo l’ingegner La Grutta, difeso dall’avvocato Roberto Massatani. Parti civili i familiari dell’operaio.
L’appello è stato avanzato dal pm Franco Pacifici e dalle parti civili per la posizione di La Grutta, così come dai difensori degli imputati, che sperano di riuscire a convincere il giudice di secondo grado dell’innocenza dei propri assistiti.
Al processo di primo grado le difese avevano puntato sul principio dell’affidamento: ogni imputato deve rispondere solo di eventuali omissioni nella sfera delle sue competenze. Il risultato era stato uno scaricabarile globale, con gli imputati che si accusavano a vicenda.
Ora, per tutti loro, inizierà una nuova fase.
