Viterbo – Dal primo febbraio torna l’immondizia da Roma.
L’emergenza rifiuti in arrivo dalla capitale sembrava scongiurata e invece è di nuovo realtà. Per effetto della chiusura dal 31 gennaio di Cupinoro, dal primo febbraio i venticinque comuni che conferiscono l’immondizia a Bracciano potranno portarli a Viterbo.
Probabilmente non saranno tutti, ma il dato non cambia. Ci risiamo.
La Tuscia dovrà tornare a smaltire i rifiuti capitolini.
Stamani in regione c’è stato un incontro cui hanno preso parte i consiglieri regionali Enrico Panunzi, Riccardo Valentini e Daniele Sabatini, l’assessore provinciale Paolo Equitani e l’assessore regionale Michele Civita, con il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini.
E’ stato l’assessore Civita a comunicare la decisione. Determinata dall’emergenza che si viene a creare con la chiusura di un impianto. I comuni possono portare la loro immondizia in quelli limitrofi. Oltretutto, nella Tuscia con l’ampliamento, ora c’è anche volume sufficiente e nemmeno bisogno di particolari autorizzazioni.
Tutti si sono espressi in maniera nettamente contraria alla decisione, sia per quanto riguarda il trattamento a Casale Bussi, sia per quanto riguarda l’eventuale conferimento alla discarica di Monterazzano, ma al momento la decisione sembra essere stata presa e non si vedono alternative.
A quanto pare, l’impianto di Bracciano rimarrà chiuso fin quando non otterrà i permessi necessari al suo ampliamento. Lo stop è stato comunicato dalla società che gestisce la struttura, lo scorso 23 gennaio.
Giuseppe Ferlicca
